Ancora tensione a Celadina, dove un altro commerciante è stato vittima di un’aggressione. Dopo l’episodio che ha coinvolto il fruttivendolo Gaetano Calì, questa volta a subire un pugno in pieno volto è stato un 32enne dipendente del bar “Caffetteria 101”, locale di piazza Bonfanti gestito dalla sua famiglia. L’aggressione è avvenuta la sera del 26 febbraio, dopo una discussione con un gruppo di giovani già noti nella zona.
La dinamica dell’aggressione
Secondo il racconto della sorella della vittima, tutto è iniziato la sera precedente, quando uno dei ragazzi ha preteso di guardare la partita in tv senza consumare. Dopo il rifiuto del barista, la situazione è degenerata: prima un alterco, poi lo stesso giovane ha strappato la camicia al dipendente. La sera successiva, il gruppo si è ripresentato nel locale, provocando i titolari, battendo le mani sui vetri e riprendendo l’interno del bar con il cellulare. Quando il 32enne è uscito per allontanarli, è stato colpito violentemente e scaraventato a terra con un pugno.
L’aggressione è stata confermata da diversi clienti e l’episodio ha subito fatto il giro delle chat dei residenti, esasperati da una situazione che denunciano da tempo.
Quartiere sotto pressione: degrado e insicurezza
Secondo gli abitanti della zona, piazza Bonfanti è sempre più teatro di episodi di disturbo e criminalità. Tra le segnalazioni ricorrenti emergono schiamazzi notturni, sporcizia, consumo di alcolici e presunti episodi di spaccio. Alcuni residenti riferiscono di aver subito atteggiamenti aggressivi da parte dei giovani che frequentano la piazza. Un’esponente del quartiere ha addirittura denunciato di essere stata presa a calci dopo aver rimproverato alcuni ragazzi.
L’ex consigliere comunale Fabio Gregorelli ha più volte proposto l’introduzione della polizia di quartiere, ma finora la situazione sembra essere rimasta irrisolta. Anche chi lavora nella zona conferma che il disagio e la maleducazione sono aumentati negli ultimi anni.
Il problema dei gruppi
Un giovane che gestisce un’attività accanto al bar “101” sottolinea che i ragazzi coinvolti, presi singolarmente, non sembrano pericolosi, ma quando sono in gruppo diventano più aggressivi. Questa dinamica di branco preoccupa i residenti, che chiedono maggiori controlli e interventi concreti per garantire la sicurezza nel quartiere.