Asili nido a Bergamo: petizione contro la riduzione dei posti comunali

Genitori in protesta per la decisione del Comune di non acquistare posti nei nidi privati di Redona e Colognola. Il Pd difende il servizio e annuncia interventi

A Bergamo si accende il dibattito sulla gestione degli asili nido comunali. Un gruppo di genitori ha lanciato una petizione online per chiedere il ripristino dei posti sovvenzionati in due strutture private, il Femì di Redona e il Bosco delle Coccole di Colognola, escluse dalle liste del Comune senza preavviso. La raccolta firme, avviata il 4 marzo, ha già ottenuto circa 300 adesioni.

La protesta dei genitori

I promotori della petizione denunciano un grave disagio per le famiglie, che si trovano ora a cercare soluzioni alternative in un contesto caratterizzato da una già critica carenza di posti disponibili. Il nido Femì, in particolare, rappresentava l’unica struttura della zona di Redona.

Nel testo della petizione si fa riferimento anche a una promessa elettorale della sindaca Elisa Carnevali, che in campagna aveva garantito “zero liste d’attesa” per gli asili nido. I genitori, con amara ironia, sottolineano che il problema è stato risolto eliminando direttamente i posti disponibili, lasciando così molte famiglie senza una soluzione concreta.

La replica del Partito Democratico

La consigliera comunale Silvia Gadda, del Partito Democratico, ha risposto alle critiche sottolineando che Bergamo resta un’eccellenza nei servizi per l’infanzia, con numeri paragonabili a quelli dell’Emilia-Romagna, storicamente un modello educativo. Ha ricordato gli importanti investimenti effettuati dalle amministrazioni Gori e Carnevali, che hanno portato alla ristrutturazione di cinque asili nido grazie ai fondi del Pnrr.

Tuttavia, il Pd riconosce la necessità di intervenire nei quartieri più colpiti, come Redona e Colognola. Per questo, nel prossimo Consiglio Comunale, la maggioranza discuterà un ordine del giorno con due impegni principali:

  1. Valutare l’apertura di nuovi asili nido comunali nei quartieri attualmente scoperti.
  2. Riconsiderare gli accordi con le strutture private, come il Femì e il Bosco delle Coccole, per ampliare il numero di posti convenzionati.

Al momento, l’unica certezza è che i 18 bambini già iscritti al Femì potranno concludere l’anno scolastico, mentre il futuro della struttura resta incerto.

Il nodo delle risorse e l’appello al Governo

Sul tema è intervenuta anche Francesca Riccardi, capogruppo Pd in Consiglio Comunale, che ha puntato il dito contro il Governo. Ha ricordato che i fondi del Pnrr per l’ampliamento degli asili nido ci sono, ma i Comuni non possono assumere personale per gestire i nuovi posti. “Servono risorse stabili per garantire la sostenibilità del servizio”, ha affermato.

L’intervento del sindacato Uil

Anche la Uil ha espresso preoccupazione per la situazione, sottolineando come i temi della maternità e della famigliadovrebbero essere una priorità politica. Il sindacato chiede maggiore attenzione alle difficoltà economiche delle famiglie, auspicando misure concrete per garantire accesso equo agli asili nido.

Con la discussione in Consiglio Comunale alle porte e la crescente mobilitazione dei genitori, il tema resta al centro del dibattito politico cittadino.

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