Tra sabato 15 e lunedì 17 marzo, sul Monte Alino a Parre, si verificano due episodi di predazione ai danni di un allevamento ovino. Il recinto invernale di un giovane allevatore, situato poco sotto la chiesetta di Sant’Antonio, viene attaccato dai lupi, causando la perdita di diversi capi. Il primo attacco avviene nella notte tra il 15 e il 16 marzo, mentre il secondo si verifica la notte successiva.
La scoperta degli animali sbranati
Domenica mattina, vengono ritrovate le carcasse di tre pecore, uccise presumibilmente dai lupi. Il lunedì successivo, un altro esemplare, una pecora delle Langhe gravida e prossima al parto, viene rinvenuto senza vita. L’allevatore, un ragazzo di soli 16 anni, denuncia l’accaduto alle autorità competenti e ai carabinieri forestali, che avviano le verifiche del caso.
Un giovane allevatore tra scuola e passione
L’allevamento colpito appartiene a Gabriele, un giovane di 16 anni, che gestisce il piccolo gregge nei momenti liberi dallo studio. Studente presso una scuola professionale agricola a Seriate, Gabriele ha ricevuto le pecore in dono nell’ambito del progetto “Pan Prat”, un’iniziativa di sostegno all’allevamento locale. Nonostante la sua giovane età, il ragazzo si trova ora ad affrontare le difficoltà causate dalla predazione dei selvatici, con conseguenze significative per il suo lavoro.
Rischi per allevatori e agricoltori
L’episodio evidenzia, ancora una volta, la necessità di misure di contrasto per la gestione della fauna selvatica, sempre più presente nelle aree montane. Non solo i lupi, ma anche orsi, cinghiali e cervi rappresentano una minaccia crescente per allevatori e agricoltori, che vedono compromessa la loro attività a causa di attacchi sempre più frequenti.