Bocconi avvelenati in Alta Val Seriana, identificato il responsabile

L'uomo colto in flagrante mentre posizionava le esche: indagato per reati contro la fauna selvatica

Un nuovo caso di bracconaggio è stato scoperto in Alta Val Seriana, dove la Polizia Provinciale di Bergamo ha individuato un uomo intento a posizionare bocconi avvelenati lungo un sentiero della Valcanale, nel territorio di Ardesio. L’indagine è partita dopo l’avvelenamento di un cane, che ha manifestato sintomi gravi ma è riuscito a sopravvivere grazie a un tempestivo intervento veterinario.

Indagine e scoperta delle esche avvelenate

Gli agenti del Nucleo Ittico/Venatorio hanno rinvenuto numerosi bocconi costituiti da carne trita contenente una sostanza di colore viola/bluastro. Per bonificare l’area è stato impiegato un cane anti-veleno, che ha permesso di individuare altre esche simili, nascoste tra foglie e rami lungo un tratto di oltre due chilometri.

Durante l’operazione, la polizia ha fermato un uomo residente nella zona, sorpreso in flagranza mentre posizionava nuovi bocconi avvelenati. Nel suo zaino sono stati trovati guanti in lattice, sacchetti con tracce di sangue e resti di esche già preparate. L’uomo ha ammesso le proprie responsabilità, sostenendo di aver agito per difendersi dai lupi, la cui presenza è in aumento in Bergamasca.

Sequestri e conseguenze legali

La polizia ha sequestrato anche una boccetta contenente il liquido velenoso utilizzato per contaminare le esche. L’uomo è stato indagato dalla Procura della Repubblica di Bergamo per uso di esche avvelenate, tentata uccisione di animali e maltrattamento di fauna selvatica.

Il comandante della Polizia Provinciale, Matteo Copia, ha condannato l’episodio, sottolineando i gravi rischi per la fauna protetta e per gli animali domestici, come dimostrato dall’avvelenamento del cane.

Il problema della convivenza con il lupo

Il lupo è tornato a popolare la Bergamasca, con una stima di 20-30 esemplari distribuiti tra Alta Val Seriana, Valle di Scalve, Val Brembana e Val Taleggio. Le autorità sottolineano che la presenza dei branchi è autolimitata dalla specie stessa, che difende il proprio territorio impedendo un’espansione incontrollata.

Per affrontare il tema della convivenza tra attività umane e grandi predatori, la Regione Lombardia ha attivato un numero verde (800 350 035) per segnalazioni e richieste di assistenza in caso di danni causati da lupi o altri animali selvatici.

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