Chiusura piscine Italcementi: petizione cittadina contro lo stop estivo a Bergamo

Scatta la protesta per la chiusura dell’impianto dal 2025 al 2027. Valesini: “Intervento necessario, il Comune da solo non può sostenere i costi”

Un’estate senza nuoto, senza tuffi, senza relax al sole. A Bergamo si profila un doppio anno senza le piscine Italcementi, storica struttura sportiva cittadina, al centro di un ambizioso progetto di riqualificazione che, però, ha già sollevato forti polemiche. Il cantiere aprirà a giugno 2025 e durerà due anni, chiudendo completamente l’impianto, comprese vasche esterne, piscina coperta e parco.

A suscitare indignazione è stata la gestione della chiusura, giudicata da molti penalizzante per i cittadini, soprattutto perché prevista nel pieno della stagione estiva, e per la scelta del Comune di affidare l’impianto a una società privata con contratto fino al 2045, rinnovabile al 2055. La questione ha spinto numerosi cittadini ad avviare una petizione online su Change.org, chiedendo il mantenimento parziale del servizio durante i lavori e una maggiore tutela pubblica nella futura gestione.

Le richieste della petizione
La raccolta firme punta a ottenere:

  • Il mantenimento attivo del parco estivo e delle vasche esterne nelle estati 2025 e 2026

  • Una gestione trasparente e accessibile del servizio, con il Comune garante delle tariffe

  • L’organizzazione dei lavori per lotti, in modo da garantire la continuità del servizio

  • Soluzioni tempestive per le società sportive, in particolare le squadre di tuffi, che rischiano di doversi spostare in impianti più lontani

Valesini: “Lavori necessari, chiusura inevitabile”
A rispondere alle polemiche è stato l’assessore alla rigenerazione urbana Francesco Valesini, che ha spiegato le ragioni tecniche della chiusura totale: «È impossibile mantenere aperto l’impianto durante i lavori perché l’intervento riguarda l’impianto centralizzato di trattamento dell’acqua, posizionato sotto la piscina coperta. Le vasche non sarebbero utilizzabili».

Valesini ha inoltre evidenziato la sostenibilità economica come elemento centrale della decisione: «L’attuale impianto comporta una perdita di circa 700mila euro l’anno per le casse comunali. Per questo motivo è stato necessario il coinvolgimento di un soggetto privato, vista la portata multimilionaria dell’intervento, non gestibile solo con risorse pubbliche».

Garanzie sulle tariffe e supporto alle società sportive
L’assessore ha tuttavia assicurato che non verrà perso il controllo pubblico sulle tariffe: «È stato definito in fase contrattuale un piano tariffario vincolato, per mantenere un servizio accessibile a tutti». Allo stesso tempo, il Comune sta lavorando a un piano alternativo per supportare le attività sportive durante i due anni di chiusura, con l’intento di non abbandonare le società che finora hanno utilizzato la struttura.

Un progetto di riqualificazione atteso e strategico
Il progetto esecutivo è ancora in fase di definizione, ma l’amministrazione assicura che sarà orientato alla qualità architettonica e alla valorizzazione del patrimonio esistente, con l’obiettivo di consegnare alla città un impianto moderno, efficiente e sostenibile. «Siamo consapevoli del valore simbolico e sociale delle Italcementi – ha concluso Valesini – e lavoreremo per preservarne l’identità, rendendole però adeguate alle esigenze di oggi e di domani».

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