In occasione della Giornata mondiale per la consapevolezza dell’autismo, l’Ats Bergamo ha presentato un’analisi significativa sull’incremento dei casi di disturbi dello spettro autistico nella provincia di Bergamo. Secondo i dati, nel 2024 si contano 2.424 persone con disturbi dello spettro autistico, contro le 1.100 nel 2012, segnando un aumento del 120% in dodici anni. Tra il 2022 e il 2024 si è registrato un aumento del 38%. Un dato che, secondo gli esperti, riflette una maggiore sensibilità diagnostica piuttosto che un effettivo aumento delle persone con disturbi autistici.
La distribuzione dei casi di autismo a Bergamo
La distribuzione dei casi di autismo nella provincia si rivela eterogenea, con alcune aree particolarmente colpite. L’area est della provincia, in particolare Seriate e Grumello del Monte, registra un’alta concentrazione con 521 casi (4 ogni mille abitanti), seguita dalla Valle Cavallina con 391 casi (3.3 ogni mille abitanti). Tuttavia, gli esperti sottolineano che, pur osservando una mappa statistica, non si deve necessariamente pensare che esista una causa ambientale significativa alla base di questi dati. Alberto Zucchi, direttore del Servizio Epidemiologico di Ats Bergamo, fa notare che i fattori ambientali hanno un impatto minimo o nullo come causa principale dei disturbi autistici.
L’età della diagnosi e l’importanza degli interventi precoci
Una delle principali sfide riguarda l’età della diagnosi, che resta mediamente intorno agli 8 anni, nonostante un incremento delle diagnosi in età sempre più precoce. Circa il 30% delle diagnosi avviene prima dei 4 anni, il 27% tra i 5 e i 9 anni e il 20% tra i 10 e i 14 anni. Questi dati sono considerati positivi, in quanto consentono un riconoscimento precoce e un intervento tempestivo. Tuttavia, l’età media della diagnosi rimane troppo alta, evidenziando la necessità di interventi diagnostici più precoci.
Le sfide post-pandemia e l’importanza di un intervento mirato
La pandemia ha avuto un impatto significativo sulle persone con autismo, aumentando le difficoltà nei contesti scolastici, familiari e sociali, specialmente durante la fase adolescenziale. Pietro Zoncheddu, responsabile dell’Area Disabilità e Autismo dell’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo, ha sottolineato che l’adolescenza rappresenta una fase particolarmente delicata, in cui emergono temi identitari e di appartenenza, cruciali per i giovani con autismo che mostrano difficoltà nelle interazioni sociali.
Il ruolo del Comune e degli enti locali
Anche il Comune di Bergamo si impegna a supportare le persone con autismo, intervenendo su tutto il ciclo di vita, dal bambino all’adulto. Marcella Messina, assessore alle Politiche sociali, ha sottolineato l’importanza della collaborazione con le realtà del territorio per rispondere ai bisogni delle persone con autismo, nonché l’impegno culturale nella lotta contro lo stigma.
Progetti futuri e interventi in corso
L’Ats Bergamo è attivamente coinvolta nell’elaborazione di un progetto Dama (Disabled Advanced Medical Assistance), che mira a migliorare l’accesso alle prestazioni sanitarie per le persone con disabilità. Un gruppo operativo composto da rappresentanti delle Ats, associazioni e strutture residenziali si concentrerà sull’individuazione delle criticità nel sistema sanitario, cercando di uniformare le buone pratiche e migliorare i percorsi di accesso ai servizi.