Oltre la metà dei lombardi, il 51% degli intervistati, si dichiara insoddisfatta del servizio ferroviario regionale gestito da Trenord, mentre solo il 31% esprime un giudizio positivo. È quanto emerge da un sondaggio commissionato dal Partito Democratico lombardo e realizzato da YouTrend nel mese di marzo. Il risultato conferma una percezione negativa ormai radicata tra molti utenti del trasporto pubblico su rotaia in Lombardia.
Bergamo e Milano tra le province più soddisfatte
Nonostante il quadro complessivo sia critico, emergono differenze territoriali significative. Le province di Bergamo, Milano, Monza-Brianza e Brescia si distinguono per un tasso di soddisfazione relativamente più alto rispetto alle zone più periferiche e montane della regione. Al contrario, le province di Como, Lecco, Sondrio, Varese, Pavia, Cremona, Lodi e Mantova registrano livelli di insoddisfazione superiori alla media.
Interessante è anche il divario tra aree urbane e comuni minori: mentre a Milano il 54% degli utenti promuove il sistema dei trasporti, nei centri con meno di 20.000 abitanti la percentuale di soddisfatti scende al 39%, a conferma di una disomogeneità strutturale nei servizi offerti.
Puntualità e affollamento: i punti deboli segnalati dai cittadini
I problemi principali evidenziati dagli utenti riguardano la scarsa puntualità dei treni (34%), la frequenza insufficiente delle corse (27%), l’eccessivo sovraffollamento (26%) e il costo elevato di biglietti e abbonamenti (25%). Quattro nodi che influenzano in maniera concreta l’esperienza quotidiana dei pendolari.
Secondo il sondaggio, oltre il 60% dei cittadini attribuisce la responsabilità di questi disservizi alla Regione Lombardia, chiamata in causa per la mancanza di investimenti in soluzioni alternative, l’affidamento diretto a Trenord e le condizioni dei mezzi.
Il Pd accusa: “Aumentati i fondi, ma il servizio non migliora”
I consiglieri regionali del PD Davide Casati e Jacopo Scandella non hanno esitato a commentare con toni duri l’esito della rilevazione: “I cittadini non criticano genericamente i trasporti pubblici, ma Trenord in particolare”. I due esponenti evidenziano anche l’aumento del 20% del contributo annuo a Trenord e l’affidamento diretto per altri dieci anni del servizio, nonostante le prestazioni insufficienti e la cancellazione del bonus abbonati per le linee ritardatarie.
Verso una riforma del sistema: ma le aspettative sono basse
Alla luce di questi dati, cresce la richiesta di una riforma strutturale del trasporto ferroviario lombardo. Il Consiglio regionale sta attualmente discutendo una modifica alla legge quadro sui trasporti, ma secondo Casati e Scandella “c’è il rischio che si tratti di un intervento marginale”. Il timore è che, nonostante gli investimenti e l’arrivo di nuovi convogli, le disuguaglianze tra territori e i disagi per gli utenti non vengano risolti in modo efficace.