«Così abbiamo visto morire Riccardo»: il racconto degli amici del 26enne ucciso a Bergamo

Testimoni oculari escludono il movente calcistico: “Non c’entrava il tifo, volevamo solo chiarire”

«Riccardo era accanto a me. È caduto a terra, colpito alla schiena. Ho cercato di tamponare la ferita, di rianimarlo, ma non c’è stato nulla da fare». A raccontare i drammatici momenti in cui Riccardo Claris, 26 anni, ha perso la vita, è uno degli amici che si trovava con lui la notte tra sabato 3 e domenica 4 maggio in via Ghirardelli, a due passi dallo stadio di Bergamo.

La coltellata mortale, inferta da Jacopo De Simone, 18 anni, è arrivata dopo una lite scoppiata poco prima fuori da un locale di Borgo Santa Caterina. Secondo il racconto dei testimoni, l’accoltellamento non è stato frutto di una rissa tra tifoserie come inizialmente ipotizzato, bensì un gesto improvviso e isolato.

«Non c’era più tensione, stavamo andando via»

«Stavamo parlando con una donna, poi abbiamo saputo che era la madre di quel ragazzo», raccontano Paolo e Massimo, due amici di Riccardo (nomi di fantasia) a L’Eco di Bergamo, residenti nell’hinterland bergamasco. Secondo il loro racconto, dopo alcuni momenti di tensione in un bar tra due gruppi di giovani, la situazione sembrava essersi calmata. Il gruppo di De Simone non era più presente e i ragazzi di Claris si stavano allontanando quando è arrivata la tragedia.

«Improvvisamente qualcuno ha gridato: “Ha una lama!”, ricorda uno dei ragazzi. «De Simone è comparso con un coltello, e in un attimo Riccardo era a terra. Potevo esserci io al suo posto». Il colpo, sferrato alle spalle, è stato letale. L’arma utilizzata è stata ritrovata spezzata in due.

«Non c’entra il tifo»

I ragazzi presenti escludono che la lite sia nata per motivi di tifo calcistico. «Ci stavamo solo confrontando con una parente del ragazzo, tutto sembrava risolto. Riccardo non era uno violento, non cercava lo scontro. Nessuno di noi lo era». Gli amici descrivono il 26enne come una persona tranquilla e riservata, coinvolta in una situazione degenerata senza motivo apparente.

I carabinieri stanno ricostruendo l’accaduto attraverso testimonianze, immagini di videosorveglianza e rilievi tecnici. L’interrogatorio di convalida per Jacopo De Simone è previsto nei prossimi giorni, mentre l’autopsia sul corpo di Claris verrà effettuata mercoledì 7 maggio.

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