Le tre Asst della provincia di Bergamo – Papa Giovanni XXIII, Bergamo Est e Bergamo Ovest – hanno presentato alla Direzione Generale Welfare della Regione Lombardia i loro piani triennali dei fabbisogni del personale, chiedendo complessivamente 622 nuove assunzioni per il 2025. L’obiettivo è potenziare gli organici per rispondere alla crescente domanda di assistenza sanitaria, ridurre le liste d’attesa e garantire un servizio più efficiente ai cittadini.
Le richieste specifiche delle Asst: medici, infermieri e altre figure sanitarie
Nel dettaglio, l’Asst Papa Giovanni XXIII ha richiesto 356 nuove assunzioni, a cui si aggiungono altri 16 professionisti che verranno temporaneamente “prestati” alle altre strutture sanitarie del territorio. L’Asst Bergamo Est ha presentato un piano che prevede 166 nuovi ingressi per il 2025, mentre l’Asst Bergamo Ovest ha protocollato una richiesta per 67 nuove figure professionali. Questi numeri includono 206 tra medici e altri ruoli dirigenziali (come dirigenti tecnici e amministrativi) e 399 figure del cosiddetto “comparto”, che comprende infermieri, Oss, ostetriche, tecnici della riabilitazione e assistenti sociali.
Un passo necessario per migliorare i servizi sanitari e ridurre le liste d’attesa
Le richieste di nuove assunzioni rispondono alla necessità di potenziare i servizi sanitari, in un contesto dove la domanda di cure è in costante aumento. L’Asst Papa Giovanni XXIII, in particolare, punta a ridurre le liste d’attesa, uno dei problemi più sentiti dai pazienti. Anche le Asst Bergamo Est e Bergamo Ovest mirano a migliorare l’offerta sanitaria, garantendo tempi di attesa più brevi e una maggiore disponibilità di personale qualificato.
Un gioco di squadra per sostenere la sanità locale
La palla ora passa alla Regione Lombardia, che dovrà valutare e approvare i piani presentati, considerando le esigenze specifiche dei tre grandi ospedali bergamaschi. Questa collaborazione tra le Asst e l’ente regionale sarà fondamentale per garantire un servizio sanitario all’altezza delle aspettative dei cittadini, in un territorio che ha vissuto in prima linea l’emergenza sanitaria degli ultimi anni.