Notte movimentata a Caravaggio, dove un 20enne marocchino ha tentato una fuga rocambolesca per sottrarsi all’arresto, arrivando persino a gettarsi dal ponte della Brebemi. L’episodio è avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì 15 maggio, quando i carabinieri del radiomobile di Treviglio sono intervenuti in seguito a una segnalazione di danneggiamento.
I fatti: vetri rotti e aggressione ai carabinieri
Il giovane, un saldatore arrivato in Italia da sei mesi, era uscito di casa a piedi dopo che il fratello gli aveva negato l’uso dell’auto. I carabinieri lo hanno trovato mentre cercava di nascondere i vetri del finestrino di un’auto appena rotto.
Alla vista dei militari, il 20enne ha reagito in modo aggressivo, colpendo due carabinieri e costringendo gli agenti a utilizzare il taser per immobilizzarlo. Nonostante fosse già ammanettato, il giovane è riuscito a liberarsi e a tentare una fuga disperata, culminata con il salto dal ponte della Brebemi.
Sei militari per contenerlo
La scena ha richiesto l’intervento di sei carabinieri, che hanno faticato a bloccare il giovane in evidente stato di alterazione. Dopo il salto, il 20enne è stato raggiunto e finalmente immobilizzato.
Durante la convalida dell’arresto, il comportamento del giovane ha suscitato forti preoccupazioni: sembrava scollegato dalla realtà, mostrando segni di evidente confusione mentale e per questo motivo, il magistrato ha disposto una perizia psichiatrica per valutare le sue condizioni.
Durante l’udienza di convalida dell’arresto, le autorità non sono riuscite a trovare una struttura sanitaria disponibile ad accoglierlo per le verifiche psichiatriche. Di conseguenza, il giovane è stato trasferito in carcere, in attesa di ulteriori accertamenti.
Accuse e provvedimenti
Il 20enne marocchino è accusato di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali nei confronti dei carabinieri intervenuti. Ulteriori accuse potrebbero essere formalizzate a seguito della perizia psichiatrica, che dovrà stabilire il suo stato di salute mentale al momento dei fatti.