Tentativo di strangolamento in pieno giorno a Bergamo, nei pressi della stazione ferroviaria. Una giovane studentessa di 22 anni è stata vittima di un’aggressione improvvisa e brutale lunedì 19 maggio, mentre si trovava sul marciapiede di via Bonomelli, una zona particolarmente frequentata della città. L’autrice del gesto è una donna italiana di 35 anni, già nota alle forze dell’ordine e senza fissa dimora, ora in carcere per lesioni aggravate.
L’episodio è avvenuto in pochi secondi. Secondo la ricostruzione, la donna si è avvicinata alla ragazza alle spalle e ha stretto attorno al suo collo il laccio di una felpa, nel chiaro tentativo di strangolarla. La giovane, sorpresa e impossibilitata a chiedere aiuto, ha avuto la prontezza di buttarsi sulla carreggiata stradale, attirando così l’attenzione di alcuni automobilisti.
Proprio l’intervento dei passanti ha impedito il peggio. La 35enne è fuggita rapidamente verso via Mai, ma la sua corsa è durata poco: i militari dell’Arma, già nei pressi per attività di pattugliamento, sono riusciti a bloccarla dopo la segnalazione.
Immediato anche l’arrivo dei soccorsi sanitari. La 22enne è stata trasportata all’ospedale Humanitas Gavazzeni, dove è stata curata e dimessa con una prognosi di sette giorni. Fortemente scossa per l’accaduto, le sue condizioni fisiche non destano preoccupazione, ma resta l’impatto psicologico del gesto.
Dalle indagini successive, coordinate dalla polizia, è emerso un quadro inquietante. La 35enne sarebbe la responsabile di almeno altri due episodi simili, avvenuti nei mesi scorsi, il primo a febbraio e il secondo appena tre giorni prima, il 16 maggio. In entrambi i casi le vittime – giovani donne – avevano sporto denuncia contro una donna non identificata. Dopo il fermo, le vittime hanno riconosciuto la 35enne come l’autrice delle aggressioni.
Martedì 20 maggio è arrivata la convalida dell’arresto. Le autorità hanno disposto per la donna la custodia cautelare in carcere, motivata da esigenze di tutela della comunità e per il rischio concreto di reiterazione del reato. Sarà inoltre sottoposta a una valutazione psichiatrica, data la condizione di confusione mentale riscontrata al momento del fermo.
L’aggressione ha riportato al centro dell’attenzione il tema della sicurezza in alcune zone sensibili della città, come quella della stazione ferroviaria, spesso teatro di episodi di degrado e violenza. Le forze dell’ordine continuano il monitoraggio dell’area, intensificando controlli e presenze per garantire maggiore tranquillità ai cittadini.