Crescono le giocate nella Bergamasca: 2,5 miliardi in un anno
Nel 2024, in provincia di Bergamo il volume complessivo delle giocate legate al gioco d’azzardo legale ha raggiunto quota 2,567 miliardi di euro, segnando un incremento del 9,2% rispetto all’anno precedente, pari a 216 milioni di euro in più. I dati, pubblicati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) in risposta a un’interrogazione parlamentare del Partito Democratico, mostrano una crescita costante del fenomeno, sempre più radicato sul territorio.
Il gioco online vola: +21,8% e un “e-commerce” senza crisi
A trainare l’espansione del settore è soprattutto il gioco digitale, che registra un’impennata del 21,8% rispetto al 2023. La progressiva digitalizzazione delle piattaforme di scommessa trasforma il gioco d’azzardo in un “e-commerce” pervasivo e sempre attivo, in grado di raggiungere le persone direttamente sullo smartphone. Un cambiamento strutturale che rende il fenomeno più accessibile e, al contempo, più difficile da controllare.
Bergamo, Treviglio e Seriate: la top 3 delle giocate
A guidare la classifica dei territori bergamaschi per giocate ci sono il capoluogo Bergamo, seguito da Treviglio e Seriate. La concentrazione delle giocate è più marcata nei grandi centri, ma il fenomeno è diffuso in modo capillare in tutta la provincia, come dimostrano i dati pubblicati, gioco per gioco, Comune per Comune.
Numeri allarmanti: 7 milioni giocati ogni giorno
I numeri fotografano un fenomeno che, se fosse un’azienda, sarebbe tra le realtà economiche più ricche della provincia. Ogni giorno si giocano mediamente 7 milioni di euro, ovvero 4.871 al minuto. Rapportando la spesa ai circa 938 mila residenti maggiorenni della Bergamasca, emerge che ciascuno avrebbe speso in media 2.736 euro nel 2024, una cifra superiore a uno stipendio mensile netto per molti lavoratori.
Il paradosso delle cure: solo cento persone seguite dal SerD
A fronte di queste cifre, colpisce il dato sanitario. Come segnala Marco Riglietta, direttore della struttura complessa Dipendenze dell’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo, solo cento persone risultano in cura presso il SerD (Servizio per le Dipendenze) per problematiche legate al gioco d’azzardo.
«Solo cento persone in cura al SerD: troppo poche», afferma, evidenziando una sottostima del problema e la necessità urgente di rafforzare i percorsi di prevenzione e supporto.
Una sfida da affrontare: gioco legale ma con conseguenze reali
Il quadro che emerge è quello di un settore legale e regolato, ma con effetti sociali e sanitari potenzialmente devastanti. L’elevato volume delle giocate, la crescita del digitale e la scarsa richiesta di aiuto da parte dei soggetti in difficoltà richiedono un cambio di passo nelle politiche di contrasto e sensibilizzazione, a partire dalle comunità locali.