Consumatori più attenti, meno brand e più necessità
Le abitudini di consumo sono sempre più orientate verso l’essenziale. Il 64,1% degli imprenditori rileva una netta riduzione degli acquisti superflui a vantaggio di quelli necessari. Parallelamente, si afferma una crescente preferenza per i prodotti non di marca (20,5%) e un aumento della sensibilità verso la sostenibilità ambientale (17,9%).
Questo cambiamento nei comportamenti d’acquisto riflette una maggiore consapevolezza del consumatore, influenzata da inflazione, stagnazione salariale e un più oculato controllo delle spese.
Il punto vendita resiste, ma con sfide crescenti
L’indagine condotta da Format Research per Confcommercio Bergamo fotografa un settore in transizione. L’affluenza nei negozi fisici appare stabile per il 43,6% degli operatori, ma il 38,5% segnala un calo, mentre solo il 17,9% registra un aumento. Un segnale evidente delle difficoltà del commercio tradizionale, che deve fare i conti con la concorrenza online e la trasformazione digitale.
“L’analisi ci restituisce un commercio che si sta adattando con fatica ma determinazione ai nuovi scenari, puntando su servizi personalizzati, sostenibilità e digitalizzazione”, commentano da Confcommercio Bergamo.
E-commerce in crescita, ma ancora marginale
Nonostante l’accelerazione imposta dalla pandemia, l’84,6% delle imprese bergamasche non ha ancora attivato un canale di vendita online. Tuttavia, il 10,3% ha introdotto l’e-commerce negli ultimi anni e un ulteriore 3% prevede di farlo entro il 2026.
I risultati per chi ha investito nella digitalizzazione sono incoraggianti: il 66,2% ha ampliato l’offerta a nuove categorie di prodotto, mentre il 50,6% ha notato una maggiore incidenza delle recensioni online nelle decisioni di acquisto.
Le nuove strategie: servizi su misura e fidelizzazione
Per affrontare il cambiamento, le imprese stanno diversificando le proprie strategie. Il 66,7% offre servizi di ordinazione per prodotti non disponibili, il 59% punta su sconti e promozioni, mentre il 55,4% investe sulla qualità dei prodotti.
Sempre più rilevanti risultano i programmi di fidelizzazione (27,9%) e l’attenzione alla sostenibilità (28,2%), due leve che contribuiscono a consolidare il rapporto con i clienti in un contesto competitivo e fluido.
Il futuro del commercio: flessibilità e innovazione
L’indagine evidenzia che nei prossimi due anni quasi un’impresa su cinque sarà attiva nell’e-commerce, segno di una progressiva apertura alla trasformazione digitale. Le aziende più dinamiche stanno già investendo in tecnologie, servizi personalizzati e relazioni durature con i clienti.
“Cresce l’attenzione verso sostenibilità (28,2%) e programmi di fidelizzazione (27,9%)”, confermano i curatori dello studio. Si delinea quindi un commercio in evoluzione, capace di adattarsi alle sfide del presente con flessibilità e innovazione.