“Disarmiamo il mondo” da un lato dell’ingresso al municipio, “Osiamo la pace” dall’altro. Guidato dal Comitato Donne in Nero e dalle Veglie contro i morti in mare, si è svolto davanti a Palazzo Frizzoni prima di cena il presidio pacifista “contro le politiche di riarmo della Nato e del governo italiano populista”.
“Le guerre e i morti, anche quelli davanti alle coste libiche, sono figlie e figli di un mondo diviso dai confini”, il j’accuse più ricorrente delle e dei comizianti, che hanno esposto cartelli a sostegno della causa palestinese “per dire no al massacro in atto a Gaza” all’indomani della vittoria della linea del presidente USA Donald Trump al vertice Nato.
Contestata, in particolare, oltre all’escalation in Medio Oriente nel triangolo pericoloso USA-Israele-Iran col recente bombardamento dei tre siti di arricchimento dell’uranio, la politica dell’aumento del 5 per cento sul Pil dei Paesi membri per le spese militari. Ieri la decisione, contestata dalla sola Spagna, ferma al +2,1%, dell’incremento del 3,5 su base annua entro il 2035.









