Maxi comprensorio Colere-Lizzola: nuova pista di collegamento col Rifugio Albani

Il progetto per il nuovo comprensorio sciistico prende forma, tra nuove piste e impianti innovativi: urbanizzazione di Teveno di Vilminore e da Cima Bianca a Rifugio Albani il clou

Nuove idee per il comprensorio e sviluppo turistico

Un importante passo in avanti è stato fatto per il maxi comprensorio Colere-Lizzola, con nuove proposte che potrebbero trasformare l’offerta turistica e sciistica della zona. La bozza di accordo, ancora non firmata, prevede l’introduzione di un impianto-seggiovia di arroccamento da Teveno (Vilminore), che dovrebbe avvenire previa un’urbanizzazione della frazione e dei centri limitrofi. Un altro elemento importante è la nuova pista che collegherà Cima Bianca con il rifugio Albani, aggiungendo un ulteriore incentivo per il turismo invernale e estivo.

Il progetto passa al vaglio dei sindaci e delle istituzioni locali

La proposta è stata discussa dalla società proponente Rsi srl dai sindaci di Valbondione, Colere e Vilminore di Scalve, dai presidenti delle Comunità montane Val di Scalve e Seriana, e dall’associazione Scalve Mountain. L’obiettivo è creare un collegamento tra i comprensori di Colere e Lizzola tramite un tunnel e un miglioramento delle infrastrutture, incentrando lo sviluppo sul turismo alberghiero e sulla gestione sostenibile del territorio, con particolare attenzione al consumo di suolo.

I passi operativi e le risorse finanziarie

Per rendere il progetto concreto, i Comuni di Colere e Valbondione sono chiamati ad approvare alcune modifiche legate agli impianti e alle concessioni. Uno degli interventi principali riguarda l’impianto di Fontanamora, necessario per il collegamento con Lizzola. La bozza di accordo sottolinea la necessità di 50 milioni di euro di contributi pubblici per dare vita all’intero progetto, con una parte importante a carico della società Rsi Srl, che propone il piano. Inoltre, l’ipotesi di collegamento da Teveno prevede anche un impianto di seggiovia, un’infrastruttura che dovrebbe favorire l’integrazione tra le varie località sciistiche e la frazione di Vilminore.

L’urbanizzazione e la trasformazione del territorio

Un punto interessante del progetto è l’urbanizzazione di Teveno, che potrebbe includere lo sviluppo alberghiero, oltre a un piano per convertire le abitazioni nelle frazioni di Oltrepovo (Teveno, Pezzolo e Bueggio) in strutture ricettive. Questo piano urbanistico potrebbe dare nuova vita alla zona, preservando l’agricoltura montana ma al contempo incentivando il settore turistico.

Il futuro delle valli: uno sviluppo sostenibile

Oltre agli impianti sciistici, la bozza di accordo contiene anche proposte per lo sviluppo infrastrutturale, come la circonvallazione di Colere, la variante di Ponte Nossa, e la direttissima Dezzo-Colere. Un’altra proposta importante è la realizzazione di un convitto a Vilminore, per ampliare l’offerta formativa nella valle, dove attualmente esiste solo il biennio superiore dell’Istituto comprensivo. Inoltre, il progetto prevede un potenziamento del turismo sciistico nella parte orientale della Val di Scalve, area che ha bisogno di infrastrutture e attrattive turistiche.

Un accordo che può cambiare il futuro della montagna

La bozza esaminata sembra un’ipotesi di road map che delinea il possibile futuro delle due valli. Le nuove piste, i collegamenti e gli sviluppi urbanistici potrebbero trasformare radicalmente l’economia delle zone di Colere, Lizzola e Vilminore, puntando sulla sostenibilità, sul turismo e sull’integrazione delle risorse locali.

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Mattia Ruffo
Mattia Ruffo
8 mesi fa

Il comprensorio ipotizzato risulterà in una costosissima quanto inutile DEVASTAZIONE di un territorio unico ed incantevole altro che progresso e sviluppo.

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