È stata aperta un’indagine per omicidio colposo a carico di ignoti in seguito alla morte di Adriana Magri, l’89enne di Bergamo rimasta schiacciata dal controsoffitto crollato nella sua camera da letto. Il fatto è avvenuto nella notte tra il 6 e il 7 luglio in via Quarenghi, nel cuore della città. L’anziana era stata trovata cosciente ma ferita, e trasportata all’ospedale Papa Giovanni XXIII, dove è poi deceduta giovedì 10 luglio.
Secondo quanto comunicato dal pubblico ministero Letizia Aloisio, il decesso è da ricondurre direttamente ai traumiriportati nel crollo. Per questo motivo non verrà effettuata l’autopsia, ma la Procura ha disposto il sequestro dell’appartamento e intende affidare l’incarico a un consulente tecnico per accertamenti strutturali, al fine di chiarire se il cedimento possa essere collegato a difetti nei lavori di ristrutturazione eseguiti circa quindici anni fa.
La tragedia in un edificio storico
L’immobile, un palazzo di fine Ottocento, è di proprietà della famiglia Magri dagli anni Cinquanta. «Ospitava le case degli operai delle fonderie della zona», ha raccontato Gianni Tinti, figlio della vittima. Il controsoffitto, secondo quanto riferito, era costituito da arelle inchiodate a travetti in legno, su cui era stata stesa la calcina.
Il ritrovamento e i soccorsi
A scoprire la donna, nella mattinata di lunedì 7 luglio, è stato proprio il figlio, allertato da una cugina che abita sullo stesso pianerottolo. Non ricevendo risposta al campanello, i familiari hanno forzato la porta d’ingresso e trovato Adriana Magri sepolta dai calcinacci, ma ancora vigile. I Vigili del fuoco e i sanitari l’hanno liberata e trasportata d’urgenza in ospedale, dove le sue condizioni si sono poi aggravate nel corso dei giorni.
All’inizio le ferite sembravano non gravi. Era stata ricoverata in codice giallo, ma successivamente il quadro clinico si è complicato, portando al decesso. Secondo il figlio, nessun altro ambiente dell’abitazione ha riportato danni, lasciando ipotizzare un cedimento localizzato.
Indagini in corso sull’idoneità dei lavori
L’indagine della Procura mira ora a chiarire se il crollo sia riconducibile a eventuali irregolarità nei lavori di ristrutturazione o a una trascurata manutenzione nel corso degli anni. Gli accertamenti tecnici si concentreranno sulla struttura del controsoffitto e sui materiali utilizzati, per verificare se l’intervento realizzato una quindicina di anni fa fosse conforme alle normative dell’epoca.
«Una legge specifica sui controsoffitti non esiste – ha osservato il figlio – ma è giusto che si facciano tutte le verifiche. Mia madre era molto legata a quella casa, soprattutto per il legame con la cugina che viveva accanto».
Funerali da fissare
Adriana Magri, vedova da anni, lascia il figlio e due nipoti. I funerali non sono ancora stati fissati, in attesa degli ulteriori passaggi investigativi. La Procura potrebbe richiedere nuovi accertamenti anche nei prossimi giorni.