Dopo quasi vent’anni di abbandono, l’ex distributore Agip di via Moroni a Bergamo si prepara a una nuova vita.L’area, chiusa dal 2006 e da tempo simbolo di degrado urbano, sarà trasformata in un punto vendita ALT Stazione del Gusto, format di ristorazione nato dalla collaborazione tra Enilive (società del gruppo Eni) e l’Accademia Niko Romito. L’apertura al pubblico è prevista entro la fine del 2025, con l’avvio dei lavori fissato entro la fine di luglio.
L’intervento punta al recupero conservativo dell’edificio storico progettato negli anni Cinquanta da Mario Bacciocchi, mantenendo l’iconica copertura a sbalzo e i volumi originari. L’interno sarà completamente ristrutturato e adattato all’attività gastronomica, con una particolare attenzione alla sostenibilità: sono previste superfici isolanti, infissi a elevata tenuta termica e illuminazione a led. Il risultato sarà una rivisitazione moderna e funzionale di un simbolo dell’architettura del dopoguerra.
La superficie complessiva dell’area misura 1.948 metri quadrati, con un fabbricato di 280 mq e una copertura totale di 385 mq. Il progetto è stato presentato al Comune lo scorso autunno, e oggi segna un passo concreto verso la riqualificazione di un angolo urbano da tempo trascurato.
«Restituiamo decoro e funzionalità a una zona penalizzata da anni», ha commentato Francesco Valesini, assessore alla Rigenerazione urbana del Comune di Bergamo. «Si era pensato in passato anche alla demolizione dell’edificio. Invece oggi si salva una struttura di valore architettonico».
L’iniziativa segue un modello già visto a Milano con il progetto Garage Italia, che trasformò l’ex Agip di piazzale Accursio in un ristorante di design. ALT Stazione del Gusto porta invece un approccio più accessibile, ma sempre attento alla qualità: piatti semplici e stagionali, serviti al tavolo, da asporto o in delivery. Oggi il format conta undici sedi in Italia e tre all’estero (Austria e Germania), con l’obiettivo di raggiungere 100 punti vendita entro il 2027. Bergamo rientra nel piano di espansione come città strategica per posizione e dinamismo urbano.
Il contrasto con il distributore di via Baschenis, abbattuto per condizioni strutturali compromesse e inquinamento diffuso, è evidente: nel caso di via Moroni, la solidità dell’edificio ha reso possibile un recupero che unisce memoria storica e nuova funzionalità. Già nel 2014 si era tentato un rilancio con la bonifica del suolo e il rifacimento del piazzale, ma il progetto non aveva avuto seguito.
Ora, grazie alla sinergia tra pubblico e privato, un’area da tempo dimenticata torna a essere parte attiva del tessuto urbano, offrendo ristoro, servizi e qualità architettonica. Una dimostrazione concreta di come anche spazi minori possano essere rigenerati con visione e progettualità, contribuendo al decoro della città e alla sua vivibilità quotidiana.