In risposta alla drammatica situazione che sta coinvolgendo Gaza, la sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, insieme a tutta la Giunta comunale, ha deciso di aderire all’appello «Adesso basta!», un’iniziativa promossa dalla sindaca di Gorgonzola, Ilaria Scaccabarozzi. L’appello, che mira a sensibilizzare il governo italiano sulla crisi umanitaria in corso, sarà inviato al presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro degli Affari esteri Antonio Tajani.
Un genocidio sotto gli occhi del mondo
L’appello sottolinea la situazione drammatica che sta affliggendo la popolazione di Gaza, definendo quanto in corso non come una guerra, ma come una punizione collettiva che colpisce milioni di innocenti. Le parole dell’appello sono forti e accusatorie, evidenziando come, oltre ai bombardamenti quotidiani, la popolazione stia morendo anche a causa della carestia indotta. L’appello denuncia la deliberata obstruzione agli aiuti umanitari da parte del governo israeliano, che blocca l’ingresso dei forniture alimentari necessarie a sfamare la popolazione.
Il testo dell’appello recita:
“A Gaza è in corso un genocidio sotto gli occhi del mondo. Alle vittime quotidiane degli attacchi militari si aggiungono ormai quotidianamente morti per la fame, molti dei quali bambini: vittime di una carestia voluta e imposta. Tutto ciò non è più guerra ma punizione collettiva. Gli aiuti sono bloccati: solo pochi camion al giorno, contro gli almeno 500 necessari. In Giordania giacciono magazzini colmi di cibo, che non viene distribuito perché il governo israeliano lo impedisce deliberatamente”.
Le richieste del movimento dei sindaci
L’iniziativa mira a fare pressione sulle autorità italiane affinché adottino misure concrete per fermare la violenza e permettere l’ingresso degli aiuti umanitari. I sindaci italiani chiedono con forza che il governo italiano eserciti pressioni politiche e diplomatiche sul governo di Israele per sbloccare immediatamente l’accesso agli aiuti, che dovrebbero essere gestiti esclusivamente dalle Agenzie dell’ONU, ritenute le uniche capaci di operare con imparzialità. Inoltre, si chiede che l’Italia si faccia promotrice di un cessate il fuoco e di una soluzione politica che ponga fine all’occupazione e alla distruzione della Striscia di Gaza.
Le richieste espresse nell’appello includono:
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Pressione diplomatica sul governo israeliano per l’accesso agli aiuti umanitari.
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Gestione degli aiuti da parte delle Agenzie ONU, in sostituzione di altri enti considerati non idonei.
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Promozione di un cessate il fuoco e di una soluzione politica duratura.
Il richiamo a non tacere
Nel comunicato, i firmatari dell’appello affermano che il silenzio davanti a queste atrocità è complicità, esortando a non restare indifferenti. Come ribadito, la situazione sta raggiungendo un punto critico, e non c’è più tempo da perdere. Concludono, riprendendo le parole di Papa Leone XIV e delle organizzazioni della società civile globale: “Fermiamo la barbarie, non c’è più tempo”.
Un passo importante per il coinvolgimento delle istituzioni locali
Con questa adesione, la Giunta di Bergamo conferma il suo impegno per i diritti umani e la pace, facendo sentire la voce delle città italiane in un momento di grande emergenza. L’iniziativa ha visto l’adesione di numerosi sindaci italiani, uniti nella causa per fermare le violenze e la sofferenza della popolazione civile di Gaza, rendendo la questione ancora più rilevante a livello politico nazionale.