Il Raduno Nazionale dei Mais Antichi: “Fino all’ultimo seme!” in ValSeriana

Un incontro per salvaguardare la biodiversità agricola e il patrimonio culturale legato al mais tradizionale: si comincia al Festival del Pianeta a Piario

Il 1° e 2 agosto 2025, la ValSeriana ospiterà un evento significativo: il Raduno Nazionale di Slow Mays, la rete di Slow Food dedicata alla salvaguardia dei mais tradizionali, che riunisce produttori, custodi e comunità locali. L’iniziativa si terrà all’interno della manifestazione “Lo Spirito del Pianeta” a Piario, un festival che da oltre vent’anni celebra le culture e le tradizioni di popoli nativi e tribù di tutto il mondo. Il raduno avrà come tema “Fino all’ultimo seme – non un agricoltore di meno” e mira a sensibilizzare sull’importanza di preservare il patrimonio genetico e culturale legato al mais e alle comunità agricole che lo coltivano.

Una rete di agricoltori e custodi della biodiversità

Il Raduno Nazionale di Slow Mays rappresenta il culmine di un percorso che coinvolge da anni diverse realtà locali nella promozione delle eccellenze agricole e nella protezione delle varietà di mais tradizionale. Slow Mays, rete di Slow Food, include attualmente trentasei varietà di mais provenienti da diverse regioni italiane, tra cui Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Marche, Lazio e Abruzzo. Oltre 160 produttori fanno parte della rete, che ha come obiettivo la tutela attiva della biodiversità e il rafforzamento della sovranità alimentare.

Il mais tradizionale come patrimonio culturale e agricolo

Durante il raduno, verranno messe in luce le varietà di mais più significative per il territorio della ValSeriana, come il Mais Spinato di Gandino, il Mais Rostrato di Rovetta e il Mais delle Fiorine di Clusone. Questi semi sono il risultato di un rapporto profondo e secolare tra uomo e terra. “Custodire i semi, le culture e i paesaggi significa preservare anche l’anima delle cose, il senso profondo della vita, della relazione e della comunità”, ha spiegato Antonio Rottigni, delegato Slow Mays Lombardia e vicepresidente della Comunità del Mais Spinato di Gandino, in un’intervista a Roma, durante l’Assemblea Nazionale di Slow Food tenutasi il 12 luglio 2025.

Rottigni ha anche sottolineato l’importanza di contrastare l’omologazione imposta da modelli agricoli ed economici che minacciano le tradizioni locali: “Parliamo delle varietà tradizionali di mais, dei saperi contadini legati alla loro coltivazione e delle comunità che, generazione dopo generazione, hanno fatto da presidio vivente alla biodiversità e alla sovranità alimentare”.

L’importanza del festival “Lo Spirito del Pianeta”

Il Festival “Lo Spirito del Pianeta” rappresenta la cornice ideale per questo raduno, grazie alla sua lunga tradizione di inclusività e sensibilità verso la sostenibilità e il rispetto per le culture tradizionali. Andrea Messa, coordinatore dell’Associazione Grani Asta del Serio, ha commentato: “La scelta di ospitare l’evento all’interno di questo festival riflette non solo la condivisione di valori profondi, ma anche la volontà di dare al nostro lavoro una cornice inclusiva e rappresentativa”. Il festival è conosciuto per il suo impegno a portare alla ribalta popoli e tribù che da secoli vivono in armonia con la terra.

Programma del Raduno: un incontro di riflessione e azione

Il Raduno Nazionale inizierà venerdì 1 agosto 2025, con un’assemblea plenaria e tavoli di lavoro dalle 14.30 alle 18, presso la Casa dell’Orfano di Clusone. Alle 20.30 si terrà un convegno pubblico sul palco centrale del festival, con un messaggio video di saluto da parte di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food. Durante l’incontro, si avrà un dialogo diretto con i principali protagonisti della rete Slow Mays, tra cui Ivano Carcano (patron del Festival), Loris Caretto (referente nazionale di Slow Mays), Antonio Rottigni, e Giuliana Daniele, presidente di Slow Food Lombardia. Il coordinamento dell’evento sarà curato da Paolo Confalonieri, con la partecipazione degli agricoltori della rete Slow Mays.

Il 2 agosto, la giornata si aprirà con una nuova sessione di tavoli di lavoro alla Casa dell’Orfano, dalle 10 alle 12.30. Successivamente, i partecipanti avranno l’opportunità di visitare alcune delle realtà e dei borghi storici di Rovetta, Clusone e Gandino, in collaborazione con Promoserio e altre realtà locali di promozione territoriale.

Un invito a riflettere sul futuro della biodiversità

In conclusione, Rottigni ha invitato a considerare la questione della salvaguardia della biodiversità agricola come una sfida non solo ambientale, ma anche culturale e spirituale: “Non dobbiamo salvare il mondo – la terra ha già visto tante estinzioni e la natura continuerà ad evolvere e rinnovarsi con o senza di noi. Non facciamolo solo per salvare la biodiversità agricola o le ricette tradizionali. Facciamolo per salvare qualcosa di molto più profondo: la nostra anima. Perché in fondo è questo che è in gioco”. L’evento di Piario si configura quindi come un appuntamento di grande valore, non solo per la preservazione del patrimonio agricolo, ma per il mantenimento di una connessione profonda con la terra e le comunità che la coltivano.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Confermate le partnership con manifestazioni ciclistiche e podistiche, un impegno che si arricchisce anche di...
L'evento di Tuliprendi per un'esperienza sensoriale tra vino e fiori è il clou del pomeriggio....
Un'eredità rinnovata, una tradizione che continua a crescere: l'impegno dei Frutticoltori dell'Alta Valle Brembana con...
Il Comune di Bergamo organizza una fiaccolata silenziosa il 20 marzo per ricordare Valentina Sarto,...
Un'opportunità per imparare a realizzare il kokedama, una tecnica giapponese per creare piante sospese, alla...
Esplorando l’arte in un viaggio unico tra tradizione e modernità: a Pasqua con le aperture...

Altre notizie