Trenta cani rinchiusi in casa: scatta il sequestro ad Almenno San Salvatore

L’intervento di Ats e Carabinieri Forestali dopo le segnalazioni della Lav. I cani erano tenuti in gabbie. Ma la difesa della proprietaria nega i maltrattamenti

Sono trenta i cani sequestrati ieri ad Almenno San Salvatore all’interno di un’abitazione privata, a seguito di segnalazioni ricevute dallo Sportello Lav di Bergamo per presunti maltrattamenti e condizioni di detenzione incompatibili con la loro natura. L’operazione è stata condotta da Ats e Carabinieri Forestali, dopo mesi di monitoraggio e verifiche.

Secondo quanto dichiarato dalla Lav, molti degli animali sarebbero stati costretti a vivere per lunghi periodi chiusi in gabbie o kennel, in condizioni igienico-sanitarie precarie e con evidenti segni di disagio fisico e psicologico. Il 25 giugno scorso l’associazione aveva presentato un esposto alla Procura del Tribunale di Bergamo, segnalando anche il rischio di spostamento degli animali da parte della proprietaria nel timore di un’imminente sottrazione.

«Abbiamo agito per tutelare il benessere degli animali», ha dichiarato Annarita D’Errico, responsabile nazionale degli Sportelli Lav. L’associazione animalista ha poi sporto denuncia-querela, ipotizzando i reati di maltrattamento e detenzione non compatibile. Ora, ha precisato l’avvocato Sara Veri, che segue lo sportello Lav di Bergamo, i cani verranno trasferiti in strutture idonee, con l’obiettivo di valutarne lo stato di salute prima di procedere a una possibile adozione in famiglie affidatarie.

Tuttavia, la versione della difesa è completamente opposta. L’avvocata Consuelo Locati, legale della donna proprietaria degli animali, ha sostenuto che non sarebbero emersi elementi sufficienti per configurare un reato di maltrattamento, secondo quanto riferito dai militari intervenuti. «Il maresciallo ha comunicato che i cani potrebbero tornare all’interno dell’abitazione una volta che saranno sistemate le condizioni igienico-sanitarie». Inoltre, alcuni animali si troverebbero al momento ospitati nel canile di Seriate.

La legale ha anche dichiarato l’intenzione di valutare una controdenuncia nei confronti della Lav, qualora le accuse si rivelassero prive di fondamento. «Le dichiarazioni pubbliche fatte dall’associazione – ha detto Locati – sono molto gravi e, se non supportate da evidenze, avranno conseguenze legali».

Intanto, l’Ats di Bergamo sta effettuando ulteriori accertamenti sanitari per verificare le reali condizioni degli animali sequestrati e valutare la compatibilità dell’ambiente domestico con la presenza di un numero così elevato di cani. Una relazione dettagliata verrà depositata nei prossimi giorni alla Procura, che dovrà decidere se convalidare il sequestro o disporre il rientro degli animali.

Il caso ha suscitato forte attenzione tra le associazioni animaliste locali, che da tempo denunciano situazioni di sovraffollamento e maltrattamenti in contesti domestici non regolamentati. Si attende ora l’esito degli accertamenti per chiarire definitivamente i contorni della vicenda.

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