Bassa bergamasca, ristorante etnico chiuso per gravi carenze igieniche: scatta il sequestro

Cucina sporca, alimenti ammuffiti e nessuna tracciabilità: locale chiuso e titolare multato per oltre 1.800 euro

carabinieri nas

Gravi violazioni igienico-sanitarie hanno portato alla chiusura e al sequestro di un ristorante etnico nella Bassa bergamasca. Il controllo, effettuato dalla Polizia locale del distretto della Bassa bergamasca orientale — che comprende i comuni di Romano di Lombardia, Bariano, Covo e Cortenuova — ha fatto emergere una serie di irregolarità tali da rendere necessaria l’immediata sospensione dell’attività.

La cucina si presentava in condizioni critiche: pavimenti e attrezzature sporchi e ricoperti di grasso, residui alimentari abbandonati, e prodotti mal conservati e già ammuffiti. Un quadro allarmante che ha spinto gli agenti a procedere con il sequestro di 34 confezioni di alimenti, tutte prive di documentazione di tracciabilità, un requisito essenziale per garantire la sicurezza alimentare.

Ma le irregolarità non si fermano all’aspetto igienico. Gli accertamenti hanno infatti rivelato che il titolare esercitava l’attività senza aver mai presentato la necessaria SCIA di sub-ingresso, operando con credenziali intestate a un’altra persona, in violazione delle normative amministrative e sanitarie. Per questo motivo, oltre al sequestro e alla chiusura dell’attività, è scattata una sanzione da 1.808 euro e la segnalazione del gestore alle autorità competenti.

Il sindaco Gianfranco Gafforelli ha commentato l’operazione sottolineando l’impegno delle amministrazioni locali sul fronte dei controlli:
“Continueremo su questa linea per garantire sicurezza, salute pubblica e legalità a tutela dei cittadini e degli operatori economici che rispettano le regole.”

Il sequestro conferma l’efficacia delle attività di vigilanza igienico-sanitaria, specialmente in un territorio dove la presenza di attività ristorative è in costante crescita. L’assenza di tracciabilità degli alimenti e le condizioni igieniche precarie rappresentano un pericolo concreto per la salute pubblica, motivo per cui i controlli proseguiranno anche nei prossimi mesi con un’intensificazione delle verifiche.

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