Incidenti stradali, 43 morti bergamaschi nel 2025. L’Aifvs “Provincia tra le più allarmanti”

Il dato, già vicino al totale del 2024, preoccupa l’Aifvs: la maggior parte dei decessi avviene tra mezzogiorno e le 18. Colpite soprattutto le fasce adulte.

Il 2025 segna un bilancio drammatico sulle strade bergamasche. Con la morte di Giancarlo Stucchi, 85 anni, avvenuta ieri sulla Francesca, il numero delle vittime residenti in provincia sale a 43 da inizio anno. A poco più di metà agosto, il dato è già quasi in linea con l’intero 2024, quando i decessi furono 44. Dieci dei morti di quest’anno sono rimasti coinvolti in incidenti avvenuti fuori provincia.

Il mese di luglio ha fatto registrare il picco più alto con 10 vittime, tra cui tre ciclisti nel giro di venti giorni: oltre allo stesso Stucchi, anche Maria Merisi, 72 anni di Martinengo, e Maria Angela Lozio, 64 anni di Cortenuova.

Secondo le rilevazioni dell’Associazione italiana familiari e vittime della strada (Aifvs), la fascia oraria più a rischio rimane quella tra le 12 e le 18, dove si concentra quasi la metà degli incidenti mortali. Nel 2024, infatti, 20 delle 44 vittime avevano perso la vita in quell’intervallo, e l’andamento si conferma anche per quest’anno.

Sul fronte anagrafico, le statistiche mostrano come non siano i più giovani i più colpiti. Nel 2024, la categoria più esposta è stata quella tra i 46 e i 65 anni (18 vittime), seguita dai 31-45enni (10). «Non parliamo di neopatentati – sottolinea Ivanni Carminati, referente Aifvs Bergamo – ma di automobilisti esperti. Probabilmente la troppa sicurezza porta a sottovalutare i rischi».

Quanto ai mezzi coinvolti, nel 2024 il numero più alto di vittime si è registrato tra motociclisti e scooteristi (21), seguiti da automobilisti (11), pedoni (9) e ciclisti (3).

Le cause principali restano sempre le stesse: velocità, alcol, stupefacenti e uso dello smartphone alla guida. «Basterebbe rispettare i limiti e non mettersi al volante in condizioni alterate – aggiunge Carminati  a L’Eco di Bergamo– per ridurre drasticamente le vittime. Spesso, per guadagnare qualche secondo, si rischia di perdere la vita o farla perdere agli altri».

L’associazione, oltre a fornire sostegno psicologico e legale ai familiari delle vittime, insiste molto sulla prevenzione culturale, con campagne rivolte soprattutto ai più giovani. «Non bastano repressione e sanzioni, serve un cambiamento culturale – ribadisce Carminati –. Bisognerebbe partire dalle scuole, già dai 14 anni, quando si prende il patentino per il motorino».

La sezione bergamasca dell’Aifvs organizza ogni anno una cerimonia per ricordare le vittime in occasione della Giornata mondiale Onu dedicata alla sicurezza stradale, celebrata in provincia dal 2007. L’edizione 2025 si terrà a novembre a Osio Sopra.

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