È un ritorno anticipato a scuola per oltre 8.300 studenti delle superiori bergamasche, che tra sabato 23 e lunedì 25 agosto hanno iniziato – o inizieranno – a sostenere gli esami di recupero dopo essere stati promossi con giudizio sospeso. Il dato, riferito agli scrutini finali 2024, rappresenta circa il 20% dell’intera popolazione studentesca della provincia e segna un incremento rispetto all’anno precedente.
La tendenza, confermata anche in ambito lombardo, evidenzia una diminuzione dei bocciati ma un aumento dei rimandati, frutto di una scuola che sempre più preferisce offrire una seconda possibilità agli studenti in difficoltà, anziché interrompere il percorso con una bocciatura.
In città sono 3.550 i ragazzi con debiti, il 19% del totale degli iscritti alle superiori, con aumenti significativi in 12 istituti su 17. L’obiettivo condiviso dalle scuole è chiudere la sessione di esami entro il 31 agosto, anche se il Ministero ha concesso una finestra fino alla prima settimana di settembre.
I numeri: più debiti nel biennio e in aumento quasi ovunque
L’Isis Natta è l’istituto con il numero più alto di studenti rimandati: 408, pari al 29% degli iscritti, con un leggero aumento rispetto al 2023. Seguono il liceo Lussana (352 rimandati) e l’Itcts Vittorio Emanuele (334 debiti, +3%). A crescere in modo rilevante è anche il numero di debiti al liceo Secco Suardo, dove si è passati dal 17% al 23%. Il caso più emblematico è quello del Rigoni Stern, dove la percentuale di studenti con giudizio sospeso è raddoppiata, salendo dal 12% al 25,5%.
Secondo i dirigenti scolastici, le difficoltà maggiori emergono nel biennio, in particolare nelle prime classi. A pesare sono fragilità emotive, ansia da prestazione e scarsa motivazione, spesso legate a scelte scolastiche fatte in modo poco consapevole.
Le voci dei dirigenti: serve più orientamento
«I ragazzi più fragili si sono arresi nella parte finale dell’anno – spiega Savia Nardone, dirigente dell’Isis Natta, a L’Eco di Bergamo –. In molti casi hanno smesso di frequentare con regolarità, convinti di non potercela fare. Alla base c’è spesso una scarsa consapevolezza della scelta scolastica. Per questo cerchiamo di offrire un approccio inclusivo e supportivo, che aiuti i ragazzi a recuperare senza abbassare gli standard».
Un concetto ribadito anche da Simonetta Marafante, preside del Lussana, dove il 22% degli studenti è stato rimandato: «Gli aumenti si concentrano in prima e seconda: è evidente che serve un orientamento più efficace in ingresso». Anche Patrizia Giaveri, dirigente del Vittorio Emanuele, sottolinea come il 32% dei debiti riguardi le prime classi, evidenziando un disallineamento tra scelta degli studenti e consigli orientativi ricevuti a conclusione della scuola media.
Dove i numeri calano
Non mancano, però, realtà in controtendenza: i debiti risultano in calo al Mascheroni, Manzù, Caniana e Galli, così come ai Licei dell’Opera Sant’Alessandro, dove si è passati dal 19,9% al 18,5%. Per la preside Annamaria Gabbiadini, questo risultato è legato a una forte attenzione educativa: «Il nostro modello paritario e cattolico punta sull’impegno, la responsabilità e l’accompagnamento costante».
Un sistema che cambia: dalla bocciatura alla seconda chance
Il dato complessivo fotografa un sistema scolastico che cambia approccio, spostando l’attenzione dalla sanzione alla possibilità di recupero. Ma allo stesso tempo mette in evidenza una fragilità diffusa tra gli studenti più giovani, che richiede maggiore supporto psicologico, didattico e orientativo per evitare che i debiti diventino segnali precoci di dispersione scolastica.