Una targa fuori dallo studio, una clientela fidelizzata – persino vip – e una pagina Facebook ricca di elogi. Ma nessuna laurea riconosciuta in Italia. È quanto emerso dall’inchiesta aperta dalla Procura di Bergamo su Rocco Cocchi, noto in paese come “doktor”, finito sotto indagine per esercizio abusivo della professione odontoiatrica. Il suo studio ad Aviatico è stato posto sotto sequestro lo scorso luglio dai carabinieri del Nas di Brescia.
Cocchi risulta essere “doktor stomatologije” in Serbia, con incarico presso la clinica Esterdent di Sombor. Tuttavia, secondo le autorità italiane, non ha mai ottenuto una laurea valida in Italia, e quindi non può operare come dentista né gestire autonomamente uno studio odontoiatrico.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, nonostante l’assenza di abilitazione italiana, Cocchi avrebbe curato pazienti per anni in autonomia, senza la presenza continuativa di un medico iscritto all’albo nazionale. Una condotta che ha spinto la Procura – con la pm Maria Esposito titolare del fascicolo – a procedere con il sequestro dello studio, noto come “Dental House”, e ad avviare una serie di accertamenti.
La difesa: “C’era un medico referente, accuse tutte da chiarire”
L’avvocato Marco Peruzzi, che difende Cocchi, ha precisato che “in studio era presente un medico abilitato”, condizione che – se confermata – permetterebbe all’indagato di collaborare senza incorrere nel reato di esercizio abusivo. «Il mio assistito – ha aggiunto – aveva già deciso di chiudere lo studio per motivi personali. Attendiamo di accedere agli atti per comprendere nel dettaglio il quadro accusatorio. Al momento l’indagine è ancora aperta».
Sull’esterno dell’ambulatorio risulta effettivamente affissa una targa con il nome del direttore sanitario Romeo Iacobone, odontoiatra regolarmente iscritto all’albo, con uno studio a Milano. Proprietaria formale dell’ambulatorio risulta invece Carmen Dentella, moglie di Cocchi, attualmente impegnata in un’attività di ristorazione a Selvino. Nessuno dei due, tuttavia, risulta coinvolto direttamente in questa indagine.
Un caso già noto alla giustizia
Il nome di Rocco Cocchi non è nuovo alle autorità: risulta infatti già destinatario – insieme alla moglie – di un decreto penale di condanna per esercizio abusivo della professione risalente ad alcuni anni fa. Una recidiva, quindi, che potrebbe aggravare la sua posizione se le nuove accuse dovessero essere confermate.
I clienti: tra selfie e post di apprezzamento
Sui social, però, la figura di Cocchi continua a ricevere attestazioni di stima, tra cui quella dell’eurodeputata Lara Magoni, ex assessore lombarda e residente a Selvino. In un post pubblicato nel 2021 – e tuttora visibile online – la parlamentare elogiava “la professionalità e la cordialità” del “doktor” dopo una pulizia dei denti e una visita di controllo. Accompagnava il messaggio una frase celebre di Audrey Hepburn: “Il sorriso è il miglior accessorio che abbiamo”, riferita al trattamento ricevuto.
Anche altri clienti, nelle foto diffuse dallo stesso Cocchi, appaiono seduti sulla poltrona dello studio mentre lo ringraziano pubblicamente, senza apparente consapevolezza del fatto che non fosse un dentista abilitato in Italia.
Le prossime mosse
Ora la Procura dovrà verificare se le attività odontoiatriche praticate da Cocchi siano avvenute in assenza di supervisione sanitaria abilitata, come ipotizzano le prime testimonianze raccolte. Se ciò venisse confermato, l’uomo potrebbe dover rispondere nuovamente del reato di esercizio abusivo della professione medica, già contestatogli in passato.