Un atto vandalico ha messo fuori uso uno dei varchi del sistema di lettura targhe Thor a Villa di Serio, in Val Seriana. Ignoti, diverse settimane fa, hanno tranciato tutti e quattro i cavi di collegamento, interrompendo il funzionamento del dispositivo. L’impianto, di proprietà della Comunità montana Valle Seriana, era uno dei primi installati nella Bergamasca e aveva anche una funzione di monitoraggio del traffico a fini statistici.
Un sabotaggio mirato e ancora senza responsabili
Il gesto è stato scoperto solo successivamente, ma risale a qualche settimana fa. Il sabotaggio ha reso completamente inattivo il sistema, che normalmente consente la lettura automatica delle targhe e la segnalazione alle autorità in caso di veicoli rubati, senza assicurazione o privi di revisione. La dinamica dell’azione – il taglio preciso dei cavi – fa ipotizzare un’azione mirata, forse compiuta da qualcuno con un movente legato a sanzioni o provvedimenti ricevuti a seguito delle rilevazioni automatiche del sistema.
Comunità montana parte lesa, presentata denuncia
La Comunità montana Valle Seriana, responsabile dell’installazione e della gestione dell’impianto, ha presentato denuncia ai carabinieri, che ora stanno conducendo le indagini. A riferirlo è stata Cinzia Locatelli, sindaca di Cerete e assessore della Comunità montana, che ha confermato anche l’avvio della quantificazione dei danni.
L’episodio è stato reso noto dal Corriere Bergamo martedì 26 agosto. L’indagine è affidata ai carabinieri della stazione di Clusone, che stanno raccogliendo elementi utili a identificare i responsabili, in un contesto in cui le motivazioni restano ancora da chiarire.
Thor: uno strumento di sicurezza e prevenzione
Il sistema Thor, operativo in diversi comuni della Valle Seriana, rappresenta un’importante risorsa per la sicurezza stradale e la prevenzione dei reati, grazie alla capacità di individuare in tempo reale mezzi irregolari. Il suo impiego ha portato negli anni a numerosi interventi tempestivi da parte delle forze dell’ordine, ed è considerato un presidio strategico sul territorio.
Tuttavia, proprio la sua efficacia potrebbe aver attirato l’attenzione negativa di chi si è sentito danneggiato dai controlli, portando a un gesto ritorsivo che ha compromesso temporaneamente il sistema.
Al momento non risultano altri episodi simili in zona, ma resta alta l’attenzione su eventuali nuovi atti contro le infrastrutture di sorveglianza. Le indagini proseguono per ricostruire l’accaduto e risalire agli autori.