Un calo annunciato: i numeri di Orio al Serio nei primi 6 mesi
L’aeroporto di Orio al Serio è stato l’unico scalo italiano a chiudere la prima metà del 2025 con un dato in calo: -3,5% di passeggeri rispetto allo stesso periodo del 2024. Una cifra che ha fatto notizia perché arriva in un momento in cui Ryanair, compagnia che copre l’80% dei voli su Bergamo, continua a crescere a livello europeo.
Il calo di Orio, secondo quanto dichiarato a Prima Bergamo dal presidente di Sacbo Giovanni Sanga, era previsto e fa parte di una strategia consapevole di rallentamento dopo anni di crescita eccezionale.
«Avevamo programmato un calo del 5%, e più o meno è così che sta andando», ha spiegato Sanga, ricordando che lo scorso anno lo scalo bergamasco aveva raggiunto il record storico di 17,34 milioni di passeggeri, dopo una crescita vertiginosa post-Covid.
Nessuna rottura tra Ryanair e Sacbo
Al centro del dibattito anche la presunta tensione tra Ryanair e Sacbo, acuita dal fatto che alcune rotte sono state spostate da Orio a Malpensa, e da una comunicazione ufficiale della compagnia che, a fine 2024, aveva annunciato tagli ai collegamenti da Bergamo a causa del ritardo nella consegna di nuovi aerei.
Una motivazione che molti osservatori avevano accolto con scetticismo, domandandosi: «Se Ryanair ha meno velivoli, come può aver registrato il nuovo record assoluto di traffico a luglio con quasi 21 milioni di passeggeri in un solo mese?».
Secondo Sanga, però, non esiste un problema nei rapporti con la compagnia irlandese: «Non è una questione di crisi con Ryanair. Il nostro è un calo fisiologico, dovuto alla necessità di trovare un equilibrio, anche ambientale», ha spiegato, sottolineando che superare i 18 milioni di passeggeri avrebbe alimentato nuove polemiche.
Traffico nazionale in calo, contesto stabile
Scorrendo i dati del primo semestre 2025, si nota che la diminuzione più significativa ha colpito i voli nazionali, mentre le tratte internazionali hanno retto meglio il rallentamento.
Il restante 20% dei movimenti aerei su Orio è gestito da altre compagnie, ma è evidente che la fortissima dipendenza da Ryanair rende lo scalo particolarmente sensibile alle scelte della low cost.
Nonostante ciò, la programmazione 2025–2026 di Sacbo mira alla stabilizzazione dei flussi e non a una nuova fase di espansione, privilegiando sostenibilità e gestione degli spazi.
Un anno di pausa strategica: scelta o conseguenza?
Il calo dei passeggeri è quindi un effetto collaterale della strategia “di pausa” adottata da Sacbo, per evitare una crescita fuori controllo dopo l’impennata post-pandemia.
Tuttavia, non mancano domande da parte degli analisti: è stata davvero una decisione autonoma? Oppure le scelte di Ryanair, come il trasferimento di alcune rotte su Malpensa, rispondono a una logica di pressione contrattuale per ottenere migliori condizioni da Sacbo?
La risposta ufficiale resta la stessa: «Nessun problema, tutto sotto controllo». Ma il calo dei passeggeri in uno degli scali più dinamici d’Italia continua ad alimentare ipotesi e riflessioni su come si evolverà il rapporto tra aeroporto e compagnia nei prossimi mesi.