È uno dei cantieri ferroviari più complessi mai realizzati a Bergamo, destinato a cambiare radicalmente la mobilità urbana e ferroviaria: da pochi giorni è partito l’intervento per la demolizione e ricostruzione del ponte di via San Bernardino, a cura di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), nell’ambito del progetto di raddoppio della linea verso Ponte San Pietro.
I lavori avranno una durata prevista di circa dieci mesi, durante i quali la viabilità locale sarà pesantemente condizionata: la chiusura totale del sottopasso impatta direttamente sul quartiere, interessando residenti, studenti e commercianti. Tra i più colpiti ci sono gli universitari diretti al campus di via dei Caniana, ora costretti a deviazioni su via Moroni e la Circonvallazione, ma anche gli anziani del quartiere, che devono affrontare percorsi allungati per raggiungere i servizi essenziali.
Fasi dell’intervento: la demolizione parte dal lato Nord
Il cantiere si svilupperà in più fasi, senza interrompere l’esercizio ferroviario, una sfida tecnica che Rfi affronta con un progetto modulare. Le prime settimane sono dedicate alla rimozione e messa in sicurezza dei sottoservizi, dopodiché inizierà la dismissione della piattaforma ferroviaria sul lato Nord, affacciato su largo Tironi.
Il lato Nord sarà il primo ad essere demolito e ricostruito. Per consentire il proseguimento del traffico ferroviario durante l’opera, verrà predisposta una deviazione provvisoria della linea, che sposterà i treni sul nuovo tratto temporaneo, liberando così il lato Sud del ponte per la seconda fase del progetto.
Una nuova infrastruttura con quattro binari e otto vasche in acciaio
Il nuovo ponte ferroviario sarà progettato per ospitare quattro binari, suddivisi equamente tra le due direzioni:
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due binari lato Nord per la linea verso Ponte San Pietro;
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due binari lato Sud per la linea in arrivo da Treviglio.
Dal punto di vista strutturale, il ponte sarà realizzato con due campate: una da 11,56 metri verso Treviglio e l’altra da 10,40 metri in direzione Bergamo. Il franco orizzontale sarà pari a 9,5 metri lato Treviglio e 8,5 metri lato Bergamo, garantendo il passaggio veicolare e pedonale al termine dei lavori.
L’impalcato ferroviario sarà costituito da otto vasche in acciaio, quattro per campata, che alloggeranno direttamente le rotaie. La scelta di questa tecnologia permetterà una manutenzione semplificata e una riduzione significativa del rumore e delle vibrazioni, migliorando la qualità della vita per chi abita nelle vicinanze.
Impatto sulla città e parole dell’amministrazione
“Servirà pazienza, ma l’opera è strategica per la mobilità della città”, ha commentato la sindaca Giorgia Carnevali, consapevole dell’impatto che i dieci mesi di cantiere avranno sulla quotidianità dei cittadini. L’obiettivo dichiarato è potenziare la capacità ferroviaria dell’asse Bergamo-Ponte San Pietro, rendendolo più efficiente e pronto a sostenere un traffico in crescita.
Nel frattempo, i disagi sono già evidenti: i commercianti lamentano una riduzione del passaggio e della clientela, mentre le famiglie residenti chiedono soluzioni alternative per ridurre l’isolamento del quartiere. Il primo vero banco di prova sarà la riapertura delle scuole, fissata per venerdì 12 settembre, con un aumento atteso dei flussi di traffico sia veicolare che pedonale.