Anche Bergamo avrà il suo Circolo Matteotti, uno spazio dedicato alla cultura politica riformista, aperto al confronto e nato per reagire all’impoverimento del dibattito pubblico causato dalla polarizzazione populista. L’appuntamento inaugurale è fissato per giovedì 19 settembre alle ore 18.15 nella sala Tremaglia del Teatro Donizetti, con ingresso gratuito previa registrazione.
L’evento segna il debutto del Circolo orobico e coinciderà con la presentazione del libro “Il merito, il bisogno e il grande tumulto” di Claudio Martelli, ex ministro e figura storica del socialismo italiano. A dialogare con l’autore saranno protagonisti della scena politica nazionale e locale: Maria Elena Boschi, capogruppo di Italia Viva alla Camera, Emilio Delbono, consigliere regionale ed ex sindaco di Brescia, e Mattia Palazzi, sindaco di Mantova. A moderare l’incontro sarà Giorgio Gori, europarlamentare ed ex sindaco di Bergamo.
Il Circolo Matteotti non nasce come soggetto politico, ma come laboratorio di idee e iniziative, esplicitamente aperto alla partecipazione trasversale della società civile. L’obiettivo dichiarato è recuperare uno spazio di approfondimento e confronto su scala nazionale, al di là degli slogan e della comunicazione semplificata. Un luogo culturale plurale, in grado di promuovere riflessioni su riforme, democrazia, autonomia europea e valori liberali e progressisti.
Il nuovo circolo bergamasco prende ispirazione dal modello milanese, nato il 15 maggio scorso, e promosso da un gruppo eterogeneo di personalità del centrosinistra e dell’area liberal-democratica, tra cui Lia Quartapelle, Elena Bonetti, Pina Picierno, Marco Taradash, Lorenzo Guerini, Simona Malpezzi, Benedetto Della Vedova e Lisa Noja. A Milano, il progetto ha preso forma come risposta al bisogno di un nuovo protagonismo riformista in un contesto politico sempre più polarizzato.
I promotori del Circolo Matteotti auspicano ora la nascita di una rete nazionale di spazi simili, per vivificare la democrazia, rilanciare il dibattito politico attraverso contenuti e visione, e offrire una casa intellettuale a chi non si riconosce nei populismi.
Il progetto bergamasco si inserisce in questa traiettoria, cercando di fare della città un nuovo punto di riferimento per la cultura politica laica, riformista ed europeista. La scelta di Bergamo non è casuale: la città, da sempre crocevia di esperienze civiche e politiche, punta ora a rafforzare il suo ruolo nella costruzione di una nuova proposta culturale nazionale.