Il polo culturale Gres Art 671 di Bergamo si prepara a entrare in una nuova fase. Con l’approvazione da parte della Giunta comunale del progetto “Gres Art +”, l’ex area industriale di via San Bernardino si amplia e rafforza il suo ruolo come punto di riferimento culturale e urbanistico. L’intervento porterà la superficie complessiva del centro da 3.500 a quasi 5.000 metri quadrati, segnando un nuovo capitolo nel processo di rigenerazione urbana iniziato anni fa.
Un’espansione coerente con la visione originaria
Il progetto, firmato dallo studio De8 e promosso da Italmobiliare insieme a Fondazione Pesenti, mantiene piena coerenza con la filosofia iniziale: rigenerare e restituire alla collettività un’area dismessa, nel rispetto dell’identità architettonica e storica del luogo. “È uno sviluppo naturale e necessario”, spiegano i promotori, sottolineando l’assenza di finalità speculative.
L’ampliamento interesserà l’edificio adiacente alla struttura già ristrutturata, con interventi minimi e conservativi: pulizia dei serramenti, aggiornamento degli impianti e manutenzioni leggere. Anche il giardino verrà raddoppiato, estendendosi fino al termine del capannone.
Al via i lavori nel 2026
Il cantiere prenderà avvio nei primi mesi del 2026, con conclusione prevista nella seconda metà dell’anno. L’investimento – di alcuni milioni di euro – comprende la creazione di un nuovo parcheggio e il completamento della bretella di collegamento alla circonvallazione, fondamentale per garantire una viabilità adeguata durante gli eventi culturali.
Francesco Valesini, assessore alla Rigenerazione Urbana, evidenzia come l’intervento rappresenti un tassello decisivo nella ricucitura urbanistica del quartiere, consolidando l’integrazione tra memoria industriale e nuove funzioni pubbliche.
Una piattaforma culturale sempre più internazionale
Dalla sua apertura, Gres Art 671 ha già ospitato oltre 40 eventi e accolto più di 60.000 visitatori, con mostre di rilievo come quella dedicata a Marina Abramović e la collettiva “de bello. Notes on war and peace”. Il successo ha messo in luce la necessità di spazi più ampi, come sottolinea Francesca Acquati, general manager del polo:
“I 3.500 metri quadri iniziavano a starci stretti, soprattutto quando la partecipazione è alta e le idee non mancano”.
L’obiettivo è chiaro: trasformare Gres Art 671 in una piattaforma culturale internazionale, aperta al dialogo sociale e artistico, senza perdere il legame con il territorio e la comunità locale.
Un progetto culturale senza finalità speculative
Sergio Crippa, segretario generale della Fondazione Pesenti, ha ribadito l’impostazione non speculativa del progetto:
“Non si tratta di valorizzazione economica, ma di ricucitura tra passato industriale, quartiere e città”. Un’operazione che mette al centro il valore pubblico dello spazio culturale, e che punta ad allargare la partecipazione, l’accesso e l’impatto sociale delle attività proposte.
Sergio Gandi, assessore alla Cultura, definisce l’iniziativa come “una straordinaria opera di recupero”: da un lato tutela la memoria storica del luogo, dall’altro apre nuove connessioni tra quartiere e città, offrendo uno spazio dedicato all’innovazione artistica e all’inclusione culturale.