La terza edizione del Made Film Festival è pronta a trasformare Bergamo in un laboratorio creativo dove cinema e mondo produttivo si incontrano. Dal 12 al 14 novembre 2025, l’ex centrale elettrica Daste, luogo simbolo della memoria industriale cittadina, ospiterà una manifestazione che esplora il racconto d’impresa attraverso linguaggi cinematografici innovativi.
Organizzato dalla Camera di Commercio di Bergamo, il festival conferma la sua missione: dare voce al lavoro, al saper fare e all’innovazione attraverso lo sguardo di autori e registi. «Made è un ponte tra cinema e impresa – ha dichiarato la sindaca Elena Carnevali – capace di valorizzare non solo il prodotto ma anche le storie, le persone e i territori».
Quattro sezioni, un’unica visione
Il programma 2025 si articola in quattro sezioni principali:
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Made Competition: la competizione ufficiale con 21 corporate movie selezionati tra oltre 100 opere italiane e internazionali. In palio il Premio Made Film Festival, il Premio Speciale Futura (per il miglior film su sostenibilità e innovazione) e il Premio Giovani, assegnato da studenti delle scuole e dell’Università di Bergamo.
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Made Young: spazio dedicato agli studenti per avvicinarli al mondo del lavoro e dell’impresa attraverso il cinema, con incontri e talk formativi.
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Made Talks: momenti di confronto con grandi marchi del Made in Italy. Tra gli ospiti: Michele Laterza (Mutti), Alessandra Bianco (Lavazza) e Alessandro De Masi del Ministero degli Affari Esteri, guidati da Storyfactory, partner curatoriale dell’evento.
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Made In: uno degli appuntamenti più attesi, che presenta l’esperimento nato dalla residenza artistica del giovane regista Giulio Pettenò presso Albini Group. Un racconto autentico e non promozionale su cosa accade quando un artista entra in fabbrica per osservare, ascoltare e trasformare la realtà produttiva in narrazione cinematografica.
Il cinema come lente sul lavoro
Il Made Film Festival si propone come piattaforma culturale per imprese, istituzioni, studenti e cittadini. «Non è solo un racconto del presente, ma un investimento sul futuro del nostro tessuto produttivo», ha spiegato Maria Paola Esposito, segretario generale della Camera di Commercio. Un’occasione per condividere esperienze, confrontarsi con esperti del settore audiovisivo e promuovere la cultura del lavoro attraverso le immagini.
A sottolineare l’identità profonda del festival è anche la scelta della location: Daste, ex centrale dell’energia del cotonificio Albini, oggi luogo di cultura, si fa simbolo della continuità tra memoria industriale e innovazione contemporanea.
Imprese protagoniste, giovani coinvolti
«Abbiamo voluto creare un progetto che parlasse di aziende in modo autentico, umano, coinvolgente – ha dichiarato Giovanni Zambonelli, presidente della Camera di Commercio –. Made è diventato un riferimento per chi vuole raccontare l’impresa come parte integrante del territorio e come strumento di narrazione condivisa».
Il festival vuole essere anche un ponte generazionale, offrendo alle nuove generazioni strumenti per leggere il mondo del lavoro attraverso un linguaggio immediato e coinvolgente come il cinema. Con talk, proiezioni, testimonianze e incontri diretti, il Made Film Festival si conferma un evento unico in Italia, capace di coniugare cultura, industria e creatività.