In un sistema del credito che nel 2025 è tornato a finanziare in modo consistente il mondo delle imprese, le aziende bergamasche hanno potuto beneficiare in 7 mesi di oltre 530 milioni di euro in più prestati dalle banche. Un incremento del 3,4% che pone la provincia tra le migliori in Italia nella classifica stilata dall’Ufficio studi della Cgia.
A luglio di quest’anno l’ammontare dei prestiti alle imprese era infatti di 16.308,8 milioni di euro, contro i 15.778,0 milioni della fine del dicembre 2024.
Segno più, ma più contenuto, per la Lombardia, dove in questo periodo il credito alle imprese è aumentato per 2.041 milioni di euro (+1,1%). Bene Milano (+2,2%), mentre nella provincia di Brescia si è assistito da una contrazione del credito del 2,6%.
In Italia
A livello nazionale, negli ultimi quattro mesi, l’Ufficio studi della Cgia evidenzia come i prestiti siano tornati ad aumentare. Rispetto all’inizio di quest’anno, lo stock erogato alle attività economiche è cresciuto di quasi 5,5 miliardi di euro, raggiungendo in termini complessivi la quota di 647 miliardi: 5,5 miliardi in più del dato riferito al 31 dicembre 2024.
Tuttavia, non tutte le imprese hanno beneficiato di questa ritrovata disponibilità delle banche a prestare liquidità al sistema economico. Nei
primi sette mesi del 2025, infatti, alle attività con più di 20 addetti la variazione è stata positiva e pari all’1,5 per cento (+8,2 miliardi di
euro), mentre alle aziende con meno di 20 addetti l’incremento è stato negativo e pari al 2,8 per cento (-2,7 miliardi).
Le regioni
A livello regionale spicca la contrazione degli impieghi registrata in Veneto. Una caduta verticale che dura ininterrottamente dal 2011. In questi ultimi 7 mesi monitorati dalla Cgia, le banche hanno decurtato alle imprese 868 milioni di euro (-1,4 per cento) di prestiti. Purtroppo, la “scomparsa” di Antonveneta (2013), di Veneto Banca, della Banca Popolare di Vicenza e del Banco Popolare (queste ultime tre tutte nel
2017) continuano a produrre effetti negativi ancora adesso.
Male anche l’Umbria (-1,4 per cento pari a -125 milioni di euro) e, in particolare, il Molise (-2,1 per cento pari a -28 milioni)
Le province
Quasi la metà delle province italiane non ha ancora visto aumentare i prestiti bancari alle imprese. Le situazioni più difficili permangono a Imperia e Prato che hanno registrato una diminuzione in valore percentuale dell’ammontare del credito alle imprese entrambe del 5,6 per cento. Seguono Vercelli con il -5,7 per cento (pari a -81,6 milioni di euro) e Avellino con il -5,8 per cento (-109 milioni).
Tra le realtà più virtuose, invece, compaiono Aosta, che guida questa particolare graduatoria nazionale con un aumento del 18,3 per cento (+284,6 milioni di euro). Subito dopo Trieste con il +12,8 per cento (+383,5 milioni) e Oristano con il +9,2 per cento (+65,7 milioni).
Tra le grandi aree economico/produttive del Paese spicca il +4,1 per cento di Roma (+2,3 miliardi) che occupa l’8° posto, il +3,4 per cento di Bergamo (+530 milioni) che si colloca al 16° posto, il +2,6 per cento di Firenze (+329,2 milioni) che si piazza al 22° posto e il +2,2 per cento di Milano (+2,3 miliardi) che si posiziona al 28° posto.