San Tomaso, cresce la protesta per il senso unico: il 31 cittadini in assemblea

Il quartiere di Bergamo affronta giorni di tensione per la modifica della circolazione in via San Tomaso de’ Calvi. Il 31 ottobre, alle 17, è prevista un’assemblea pubblica all’oratorio Giulia Gabrieli per confrontarsi sui nuovi disagi e proporre soluzioni

Le origini del piano viabilistico e gli effetti sul traffico

Nel quartiere di San Tomaso a Bergamo, la nuova organizzazione della circolazione – introdotta una settimana fa – trasforma completamente il modo di muoversi. Da giovedì scorso, via San Tomaso de’ Calvi diventa a senso unico in direzione via San Bernardino, accompagnata da una corsia ciclabile e nuovi stalli di sosta disposti “a chicane”. La decisione arriva dopo che la chiusura di via San Bernardino, all’altezza del ponte ferroviario interessato dai lavori di RFI per il raddoppio della linea Bergamo–Ponte San Pietro, aveva spostato un eccessivo flusso di traffico su via Ruspini, strada residenziale troppo stretta per sostenere tale carico.

Il provvedimento, pensato per distribuire meglio i flussi, ha alleggerito via Ruspini ma ha provocato malumori diffusi tra i residenti, che ora sono costretti a percorrere un lungo tragitto di ritorno passando dalla circonvallazione, per poi rientrare dalla Grumellina e via Moroni. In molti sostengono che il tempo necessario per raggiungere la propria abitazione sia aumentato notevolmente, soprattutto nelle ore di punta o in caso di maltempo.

Il malcontento dei residenti e l’assemblea pubblica

L’insofferenza nel quartiere cresce giorno dopo giorno. I cittadini, lamentando tempi di percorrenza più lunghi e difficoltà di accesso, decidono di organizzare una assemblea pubblica per giovedì 31 ottobre alle ore 17, presso l’oratorio Giulia Gabrieli. L’iniziativa nasce da un gruppo di residenti che coinvolge anche rappresentanti politici locali, desiderosi di riportare all’Amministrazione comunale le preoccupazioni e le proposte della comunità.

Nel quartiere, le conversazioni sulla nuova viabilità si moltiplicano, anche nei luoghi di incontro quotidiani, come il panificio di Ezio Gilardi, dove si discute del problema del traffico e della sicurezza. Alcuni residenti segnalano l’uso improprio della corsia ciclabile, percorsa in contromano da moto e monopattini, mentre altri evidenziano come i nuovi stalli di sosta rendano più pericolose le manovre.

I commercianti, come il titolare della legatoria Corti di via Ruspini, raccontano le difficoltà legate alle consegne: i camion non riescono più a raggiungere i cortili interni e il carico della merce deve essere effettuato manualmente in punti alternativi. Molti esercenti chiedono il ripristino temporaneo del doppio senso in alcuni tratti, per agevolare le attività produttive.

Le proposte dei consiglieri e l’impegno del quartiere

Tra coloro che partecipano attivamente alla raccolta di proposte figurano i consiglieri comunali Sara Tiraboschi ed Enrico Facchetti, della Lista civica Carnevali Sindaca. Entrambi intendono presentare all’amministrazione idee nate dal confronto con i residenti, sottolineando come i lavori di RFI siano necessari ma debbano essere accompagnati da soluzioni equilibrate per il quartiere.

Anche l’ex consigliere Enrico Facoetti propone l’istituzione di una ZTL temporanea, con accesso regolato da via Galli e via Sardegna, mantenendo il doppio senso di marcia da via Biffi alla chiesa di San Tomaso, in modo da garantire libertà di movimento ai residenti. Tuttavia, la realizzazione di questa ipotesi appare complessa a causa dei tempi tecnici per l’installazione delle telecamere di controllo e della carenza di personale di polizia locale per presidiare gli accessi.

La posizione dell’assessore Berlanda

L’assessore alla Mobilità Marco Berlanda conferma di essere a conoscenza dell’assemblea e riconosce il diritto dei cittadini a esprimere le proprie opinioni. L’amministrazione, tuttavia, ribadisce che la decisione di introdurre il senso unico nasce da un’analisi complessiva del traffico e che l’obiettivo non è eliminare del tutto il problema, ma ridistribuirlo su un numero più ampio di utenti per evitare il congestionamento di vie secondarie come via Ruspini.

Secondo Berlanda, un ritorno al doppio senso su via San Tomaso porterebbe a una “invasione di auto”, trasformando la via in una bretella di attraversamento per il traffico cittadino. L’assessore sottolinea anche l’esigenza di proteggere le categorie più fragili che frequentano la zona – in particolare i bambini e le famiglie che gravitano intorno alla scuola Biffi, oltre agli anziani che abitano lungo la via.

Tra vivibilità e necessità di mobilità

Il quartiere di San Tomaso vive dunque un momento di transizione, sospeso tra il desiderio di mantenere la tranquillità delle strade residenziali e la necessità di garantire percorsi efficienti per i residenti e le attività economiche. L’assemblea del 31 ottobre rappresenta un banco di prova importante: un’occasione per raccogliere osservazioni, discutere criticità e costruire un dialogo diretto tra cittadini e istituzioni, nella speranza di trovare una soluzione condivisa per il futuro della mobilità in questa parte di Bergamo.

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