Un triennio di trasformazione per la Carrara premiato da Triennale Milano e MAXXI
Giovedì 30 ottobre, presso Triennale Milano, è stato conferito ad Antonio Ravalli Architetti il Premio Italiano di Architettura 2025 nella categoria “Miglior Edificio” realizzato negli ultimi tre anni.
Il progetto premiato riguarda il completo intervento di ampliamento e valorizzazione dell’Accademia Carrara di Bergamo, un’opera che ha coinvolto spazi interni ed esterni, con l’obiettivo di rendere il museo più funzionale, inclusivo e accessibile.
Promosso da Triennale Milano in collaborazione con il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, il riconoscimento celebra l’eccellenza architettonica italiana e in questa edizione ha valorizzato la visione progettuale integrata dell’intervento firmato da Ravalli.
La nuova Carrara: un museo aperto, flessibile e connesso al territorio
Il progetto, commissionato dalla Fondazione Accademia Carrara nel 2021 e donato al Comune di Bergamo nel 2022, ha completamente ridisegnato l’esperienza museale, sviluppandosi in due fasi principali.
Nel 2023, in occasione di Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura, è stato completato il riallestimento interno, con un piano interamente dedicato alla collezione permanente e un altro riservato alle mostre temporanee.
Nel 2024, è stata aperta al pubblico la nuova area esterna: I Giardini PwC, un grande spazio verde di oltre 3.000 metri quadrati che include anche un bistrot, collegato al museo tramite un percorso coperto tra i diversi livelli.
Questi interventi, sostenuti dal Comune di Bergamo con il contributo di Regione Lombardia e della Fondazione Accademia Carrara, hanno dato vita a un museo contemporaneo, orientato al futuro ma rispettoso della sua storia.
Un’architettura tra passato e presente: il linguaggio di Ravalli
Il nuovo corpo architettonico ideato da Antonio Ravalli Architetti si inserisce tra la facciata occidentale dell’edificio storico e il basamento di pietra che lo collega al paesaggio circostante. Si tratta di una struttura lineare e polifunzionale, al tempo stesso portico, rampa, passaggio e spazio espositivo, che unisce diversi materiali – pietra, legno, metallo, acqua, elementi archeologici – in un dialogo continuo tra passato e presente.
Il progetto si è posto l’obiettivo di rendere più funzionale il percorso del museo e accrescerne i servizi, attraverso il recupero di uno spazio verde pubblico che era stato dimenticato. L’impianto storico del giardino, la sua relazione con l’edificio e con il quartiere sono stati d’ispirazione per l’aspetto linguistico e per così dire poetico dell’intervento, nel momento in cui si è cercato di ripristinare un percorso che rendesse leggibile questa parte intermedia della città, tra la bassa e l’alta. Uno degli aspetti più sfidanti è stato il controllo della luce affinché fosse simultaneamente visibile l’interno e l’esterno, le nuove parti di raccordo tra i piani e il giardino», ha spiegato Antonio Ravalli, architetto.
Un museo che guarda al futuro, con radici nel suo patrimonio
Il nuovo assetto museale restituisce alla comunità una Carrara più accessibile, fruibile e proiettata in chiave internazionale, come ha sottolineato la sindaca di Bergamo e presidente della Fondazione Accademia Carrara, Elena Carnevali.
«Siamo onorati di ricevere questo prestigioso Premio che testimonia l’impegno di Accademia Carrara a essere parte dello scenario internazionale dei musei che offrono spazi sempre più moderni di condivisione della cultura, adattandosi alle necessità contemporanee. Una collezione straordinaria come quella della Carrara, memoria e simbolo del collezionismo italiano, impone un’attenzione altrettanto straordinaria a come viene custodita e resa fruibile al pubblico. Rinnovare i propri spazi a favore di una sempre migliore valorizzazione del patrimonio significa essere interpreti dello spirito del tempo, tenendo il passo con gli standard museali europei e non solo. Un sentito ringraziamento alla precedente amministrazione e al presidente di allora della Fondazione, Giorgio Gori, per aver avuto la visione di investire in questo progetto».
Anche il General Manager della Fondazione Accademia Carrara, Gianpietro Bonaldi, ha voluto sottolineare l’importanza della sinergia tra architettura e visione culturale.
«Accademia Carrara custodisce e valorizza saperi passati per raccontarli oggi e trasmetterli al domani. In questo, la sua relazione con l’architettura è puntuale. Che un progetto oggi, si innesti con armonia su un edificio museale di ieri è un esempio perfetto della relazione continua e pura tra passato, presente e futuro nell’arte come nell’architettura. La Carrara è un luogo vivo che cambia col tempo rispondendo alle esigenze dei suoi pubblici, sempre rispettando la necessaria qualità in ogni suo intervento come è stato per questa iniziativa che restituisce alla comunità un museo con un nuovo e rigoroso allestimento e con oltre 3.000 metri quadrati di spazio verde fruibile».
Il gesto architettonico: la classicità con linguaggio contemporaneo
Il progetto è stato apprezzato dalla giuria anche per la sua capacità di reinterpretare la classicità con linguaggio contemporaneo, in modo coerente con l’identità del luogo. L’intervento, infatti, si ispira a grandi musei europei, mantenendo una pacata eleganza, in equilibrio tra rigore formale e attenzione poetica.
Come dichiarato dalla giuria nel momento della premiazione:
“Con queste parole la giuria del Premio Italiano di Architettura 2025 ha consegnato il riconoscimento ‘Miglior Edificio’, nell’ultimo triennio in Italia, all’architetto Antonio Ravalli per il progetto realizzato per Accademia Carrara di Bergamo, commissionato da Fondazione Accademia Carrara nel 2021, donato nel 2022 al Comune di Bergamo, e coadiuvato da una commissione scientifica internazionale”.
