A Bergamo nasce “Lost”, il laboratorio che ridà vita agli oggetti smarriti

Un progetto di rigenerazione sociale e ambientale trasformerà bici, monopattini e altri oggetti dimenticati in opportunità di inclusione. Protagonisti: persone fragili e un’officina speciale.

Nel cuore di Bergamo sta per aprire “Lost”, il primo laboratorio comunale dedicato al recupero degli oggetti smarriti non reclamati. Un’iniziativa che non punta solo al riuso materiale, ma anche alla rinascita sociale di persone fragili, coinvolte attivamente in un percorso di reinserimento. La sede operativa sarà nei magazzini comunali di via delle Canovine, dove verranno rimesse a nuovo biciclette, monopattini, smartphone, valigie e altri oggetti abbandonati, mai ritirati dai legittimi proprietari e ormai divenuti, per legge, beni di proprietà del Comune.

Il progetto è promosso dal Comune di Bergamo in collaborazione con la cooperativa sociale “Il Barone Rosso”, e prevede la riparazione e il riutilizzo di centinaia di oggetti dimenticati, intercettati negli anni dalla Polizia Locale. Solo le biciclette attualmente in giacenza sono circa 500, accumulate nel tempo e in attesa di una seconda vita.

Il laboratorio “Lost” si presenta come un modello di inclusione e sostenibilità. Il nome non è casuale: richiama sì gli oggetti smarriti, ma anche le persone che temporaneamente hanno perso un punto di riferimento nella loro vita, e che ora possono ritrovare dignità e competenze attraverso il lavoro.

“Lost è rigenerazione sociale e ambientale insieme,” spiega il vicesindaco Sergio Gandi. “Gli oggetti tornano utili alla comunità e le persone coinvolte riscoprono fiducia, appartenenza e autonomia”. A selezionare i beneficiari sarà l’assessorato alle Politiche sociali, guidato da Marcella Messina, che sottolinea il valore innovativo del progetto: “Un bellissimo esempio di protagonismo delle fragilità, che promuove il riuso e la dignità del lavoro”.

Nel laboratorio, sotto la guida di un tecnico specializzato ex dipendente di un’azienda di biciclette, verranno coinvolte inizialmente quattro persone al giorno. L’obiettivo è rimettere in circolo le prime 100 bici in buone condizioni, alcune delle quali attualmente ferme da oltre dieci anni.

Il ricavato della vendita verrà reinvestito nel progetto, alimentando un circolo virtuoso di inclusione e sostenibilità. Le modalità di vendita sono ancora in fase di definizione: si parla di aste pubbliche o donazioni libere, con il coinvolgimento dell’Istituto vendite giudiziarie del Tribunale di Bergamo.

Il fenomeno degli oggetti smarriti è in crescita, anche a causa dell’aumento del turismo: auricolari, caschi, felpe, valigie, persino mazze da golf. Molti di questi non vengono più reclamati, soprattutto se dimenticati da visitatori stranieri. La normativa prevede che, trascorso un anno, un mese e un giorno, la proprietà passi al Comune, che in questo caso ha scelto di trasformare un problema in un’opportunità sociale concreta.

Il presidente della cooperativa “Barone Rosso”, Mirko Alghisi, sottolinea a L’Eco di Bergamo il significato più profondo del progetto: “Lost rappresenta un’occasione per ritrovare se stessi, rientrare nel mondo del lavoro e costruire legami sociali attraverso attività manuali e condivise”.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Il cantiere della Teb T2 prosegue verso il capolinea insieme ai disagi alla circolazione stradale:...
Causa ad Arera per i danni e le spese sostenute durante i 14 mesi d'inattività...
Un'orribile vicenda di violenza domestica culminata nell'omicidio di Valentina Sarto, mentre la famiglia e gli...
Decisive le telecamere: stessi vestiti indossati anche giorni dopo i danneggiamenti...
La città tra le più care secondo la Uil: il Comune chiarisce, ma l’opposizione chiede...

Altre notizie