Un uomo di 46 anni, residente nella provincia di Bergamo, è stato arrestato dalla Polizia di Stato con l’accusa di stalking e maltrattamenti in famiglia ai danni della sua ex compagna. I fatti, che si protraggono da tempo, hanno avuto una drammatica escalation nelle ultime settimane, culminando nell’aggressione fisica della donna davanti al figlio minorenne.
Una relazione segnata dalla violenza
La denuncia è stata presentata dalla vittima presso il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Treviglio, dove ha raccontato una lunga serie di episodi di violenza fisica e psicologica subiti durante una relazione durata circa quattro anni. Secondo quanto riferito, il rapporto sarebbe andato progressivamente deteriorandosi, fino a sfociare in veri e propri atti persecutori.
La rottura definitiva avvenuta ad agosto ha innescato una spirale di minacce e comportamenti ossessivi. Centinaia di telefonate, messaggi vocali e testuali, spesso a contenuto minaccioso e con espliciti riferimenti alla morte, hanno portato la donna a vivere in uno stato costante di paura.
Effrazione, danneggiamenti e aggressione fisica
In uno degli episodi più gravi, l’uomo si sarebbe introdotto con la forza nell’abitazione della ex, senza possedere le chiavi, causando danni a mobili e oggetti personali.
Ma il culmine si è verificato a metà novembre, quando la donna, accompagnata dal figlio – nato da una relazione precedente – si è recata presso l’abitazione dell’ex per restituirgli alcuni effetti personali. In quell’occasione sarebbe stata aggredita con calci e pugni, il tutto sotto gli occhi del minore. La donna è riuscita a rifugiarsi in auto e a fuggire, per poi essere trasportata all’ospedale di Romano di Lombardia, dove le è stata diagnosticata una prognosi di 60 giorni.
Arresto in flagranza e custodia in carcere
La gravità degli episodi ha portato la donna a tornare presso il Commissariato di Treviglio, dove ha trovato il coraggio di raccontare per intero la vicenda. Durante la sua deposizione, l’ex compagno ha continuato a inviarle messaggi minacciosi, a riprova della pericolosità e dell’urgenza del caso.
Grazie al coordinamento della Procura della Repubblica di Bergamo, gli agenti sono intervenuti tempestivamente, procedendo all’arresto in flagranza dell’uomo, successivamente convalidato dall’autorità giudiziaria, che ha disposto la custodia cautelare in carcere.
L’importanza della denuncia
Il caso evidenzia ancora una volta l’importanza di denunciare tempestivamente situazioni di violenza domestica, anche quando si prolungano nel tempo e coinvolgono dinamiche complesse. Solo grazie al coraggio della vittima e all’intervento immediato della Polizia è stato possibile interrompere un’escalation che avrebbe potuto avere conseguenze ancora più gravi.