Aumentano le esportazioni dalla provincia di Bergamo verso gli Stati Uniti. Nei primi nove mesi dell’anno sono stati esportati dal territorio della provincia lombarda beni per quasi un miliardo e 400 milioni, con un incremento di 18,7 milioni di euro (+1,4%) rispetto allo stesso periodo del 2024,, secondo l’elaborazione effettuata dall’Ufficio studi della Cgia.
Un buon risultato, anche se in termini percentuali inferiore a quello che si riscontra a livello nazionale, con l’export italiano verso gli Usa aumentato del 9% nei primi 9 mesi dell’anno (l’incremento è stato di oltre 4,3 miliardi di euro), come evidenzia l’Ufficio studi della Cgia, dopo la contrazione 2024 su 2023 dell’export italiano negli Usa (-2,2 miliardi di euro pari al -3,3%). Probabilmente derivante dal fatto che i consumatori americani — siano essi famiglie o imprese — abbiano “anticipato” gli acquisti di merci italiane prima dell’entrata in vigore dell’aumento delle tariffe doganali avvenuta l’estate scorsa.
Le politiche protezionistiche dell’amministrazione Trump potrebbero condizionare nel medio-lungo periodo il commercio estero anche del nostro Paese sia per gli effetti diretti (mancate esportazioni), sia per quelli indiretti (riduzione margine di profitto delle imprese che continueranno a vendere nel mercato Usa,
trasferimento delle imprese o di una parte delle produzioni verso gli Stati Uniti, il trade diversion4 , etc.).
Oltre a queste due fattispecie, la Cgia sottolinea come non vada sottovalutata anche quella congiunturale, legata alla svalutazione del dollaro nei confronti dell’euro. Dall’inizio di quest’anno il dollaro si è deprezzato nei confronti dell’euro di 12 punti percentuali.
Complessivamente nei primi 9 mesi dell’anno dalla provincia di Bergamo sono stati esportati all’estero beni per 15.621,3 milioni di euro, con un incremento di 298,8 milioni (+2%) rispetto allo stesso periodo del 2024.