Cos’è la carriola preparata?
La carriola preparata di Luca Barachetti è un oggetto sonoro dalle caratteristiche uniche, progettato per creare performance artistiche. Questa carriola, segnata dal tempo e dall’uso in cantiere, è composta da un insieme di elementi che includono la struttura in metallo e ruggine, microfoni a contatto, fili di acciaio tesi tra i manubri, e pedali da chitarra. Ogni singolo componente dell’oggetto viene toccato in modo variabile e concatenato, dando vita a suoni inaspettati e unici. Il setup include anche un tappeto su cui poggia l’intero strumento e un mixer, il tutto utilizzato per creare una serie di suoni complessi e mutevoli che risultano un’esperienza sonora altamente performativa.
Un disco non convenzionale
“Rilascio”, il disco di Luca Barachetti, non è musica nel senso tradizionale del termine. La carriola preparata non segue la grammatica della musica classica: non ci sono note, accordature o scale convenzionali. Ciò che emerge è una serie di timbri che variano nel tempo, non solo per i materiali che la compongono ma anche per il fatto che la carriola, con l’uso continuo, subisce una naturale evoluzione sonora. Questo cambiamento giornaliero rende il suono della carriola preparata sempre diverso, un elemento che le conferisce una qualità effimera e irripetibile.
Il processo creativo dietro “Rilascio”
Il disco “Rilascio” è il risultato di un lungo processo di studio e sperimentazione della carriola preparata da parte di Luca Barachetti. Nato da improvvisazioni solitarie registrate nella primavera del 2025, il progetto è stato sviluppato in modo quasi “bricolage”, con una registrazione grezza ottenuta tramite un registratore Zoom. La traccia selezionata per il disco è quella che ha colpito maggiormente l’artista per la sua intensità. Le otto tracce sono completamente fedeli all’azione gestuale sull’oggetto e al suo essere, senza alterazioni massicce, tranne un leggero mastering per migliorare il volume.
La pubblicazione e le performance
“Rilascio” sarà disponibile dal 31 marzo grazie a Radura Dischi, un’etichetta e collettivo artistico che unisce le forze di Claudio Agosti, Luca Barachetti, e Alexandra Lagorio. Il disco sarà stampato in una tiratura limitata di 100 copie non numerate, ma sarà anche accessibile in formato digitale tramite Bandcamp.
A questa pubblicazione seguiranno tre performance live in diverse città: Bergamo (la data sarà annunciata a breve), Bologna (in occasione del Tanca Fest di Iosonouncane) e Cerrina Monferrato (AL).
Un’opera sonora in evoluzione
Con “Rilascio”, Luca Barachetti offre un’opera che sfida le convenzioni della musica tradizionale, utilizzando la carriola preparata come strumento di esplorazione sonora. Questo disco non è solo una registrazione di suoni, ma una vera e propria esperienza che cambia, evolve, e si trasforma nel tempo, proprio come la carriola stessa. Un’esperienza che merita di essere ascoltata e vissuta dal vivo nelle performance che seguiranno.
“Rilascio” è il primo disco che registro da quando, nel 2021, mi è stata diagnostica una sindrome ancora oggi non classificata che mi ha reso una persona disabile neurodivergente. Oltre a questo, “Rilascio” è anche il primo disco che realizzo con la carriola preparata. Un oggetto sonoro performativo costituito da una carriola utilizzata per molti anni in un cantiere (quindi ricoperta di incrostazioni, scalfitture e ruggine), due microfoni a contatto (fermati sulla superficie della carriola da quattro pezzi di nastro adesivo), tre pedali da chitarra, due fili di acciaio tesi a distanze differenti tra i manubri della carriola, un tappeto su cui tutto è poggiato e un mixer. Ogni componente della carriola preparata viene toccato attraverso gesti mutevoli e concatenati. Il corpo della carriola, la ruota, i fili di acciaio, i pedali (due pre-amp e un riverbero), ma anche i due microfoni a contatto, i cavi che li collegano ai pedali, i nastri adesivi che li fermano, il mixer, il tappeto.
“Rilascio” non è un disco di musica propriamente detto. La carriola preparata non ha note, accordature e tutta la grammatica tipica di uno strumento musicale; ha al massimo dei “timbri”, ma molto vari, sia perché è composta da diversi materiali – quelli propri dell’oggetto e quelli che sono stati generati dal tempo – sia perché la sua materialità si trasforma: giorno dopo giorno la carriola “invecchia” e il suo suono muta.
In più non viene toccata secondo codici ritmici, ma per concatenazioni di gesti. Nel suo non essere strumento, ma oggetto sonoro nello spazio, nel tempo, in corresponsione di un corpo e in slancio verso un Altro sta il suo carattere performativo.
“Rilascio” è un disco di risonanze e rumori. Ancora meglio, è un documento sonoro di un atto performativo che vede incontrarsi / scontrarsi / dialogare il mio corpo e la carriola preparata.
Di conseguenza “Rilascio” è anche un disco di gesti: le mie mani, le braccia, le gambe, i piedi dentro scarpe dalla suola di gomma cercano concatenazioni gestuali sulla superficie della carriola preparata. Generando una parentela fra carne e metallo, fra una vita (la mia) e una vitalità (della carriola preparata), fra temporalità e consunzioni differenti (entrambi invecchiamo, ma con velocità molto diseguali) e fra movimento e stasi – quest’ultima apparente, perché la carriola non rientra, com’è ovvio, nella categoria degli esseri viventi, eppure ha un suo divenire, una vitalitànon-vivente: incessantemente muore, come me. Un identico destino ci accomuna: e questo ritrovarsi è dolce; anche nei momenti più aggressivi, scompagna la melanconia.
Tutto questo fa di “Rilascio” un intimo discorso sulla malattia, il dolore e la morte. Un discorso che non ha parole, ma è azione performativa di due entità che lentamente, costantemente, (ri)lasciano. Consumandosi nel mondo e insieme generandolo, colpo dopo colpo, sfregatura dopo sfregatura, gesto dopo gesto.
“Rilascio” è il risultato di alcuni anni di studio teorico e pratico della carriola preparata. Nasce da una serie di improvvisazioni registrate autonomamente con uno zoom nella primavera del 2025, con intenzione da bricoleur: di queste ne ho scelto una, quella che mi è sembrata la più intensa. Le otto tracce della registrazione non sono state prodotte, se non con un minimo mastering che ne ha
potenziato il volume. Esse sono completamente fedeli a ciò che è stata la mia azione gestuale sulla carriola preparata e il suo stare / resistere al corpo.
“Rilascio” non sarebbe tale senza tante osservazioni, letture, ascolti e esperienze. Tuttavia, il punto di svolta del percorso teorico-pratico con la carriola preparata è avvenuto con la lettura di “Iposoggetti. Sul divenire umani” di Timothy Morton e Dominic Boyer (Luiss University Press).
“Rilascio” arriva dopo i lavori fondamentali con Enrico Ruggeri Zambaiti nella realizzazione del disco “White Out” (2016) e dopo la scrittura del mio primo e unico libro di poesie, “Fuoco prendi tutto” (2018).
Il titolo “Rilascio” si deve al frequente suono “di rilascio” della carriola preparata. Al contempo, il rilascio è anche l’ultima azione del corpo morto: esso, d’uomo o di carriola, si rilascia al mondo, mondeggia, rinasce.
Etichetta
“Rilascio” viene pubblicato in cento copie non numerate dalla neonata etichetta Radura, fondata da me, Alexandra Lagorio e Claudio Agoasti.
https://www.facebook.com/abitareradura
https://www.instagram.com/abitare__radura/
Copertina
È una mia elaborazione grafica che fissa i tre punti cardine del disco: la carriola preparata, il gesto, la morte. Quest’ultima è raffigurata da una fotografia di Rafflesia arnoldii, soprannominato “fiore cadavere” per l’odore che emana. Le immagini sono state poi montate graficamente da Enrico Ruggeri Zambaiti.
Crediti
Luca Barachetti: carriola preparata
Registrato con uno zoom, aprile 2025 presso l’azienda agricola Agripiccola di Telgate (BG)
Consulenza tecnica e mastering di Francesco Dini presso il 1901 Studio
https://www.1901studio.com/


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