Una serata iniziata con una cena tranquilla si è trasformata in tragedia per Daniel Esteban Camera Garcia, 19 anni, morto nella notte tra sabato 13 e domenica 14 dicembre dopo essere precipitato da un lucernario dell’ex stabilimento Italcementi di Alzano Lombardo. Il ragazzo, residente a Casnigo, stava praticando “urban exploration” con un gruppo di amici, esplorando l’area industriale abbandonata quando ha perso l’equilibrio, precipitando da circa cinque metri.
“Non sapevo nulla di questa sua passione,” ha raccontato il padre, Fabio Camera, con le lacrime agli occhi, davanti alla porta di casa. “Mi ha salutato dicendo che andava a cena con gli amici. Niente di più.” Il dolore è ancora tutto lì, assieme all’incredulità per una morte improvvisa, avvenuta in un luogo diroccato ma affascinante per chi pratica l’“urbex”, l’esplorazione urbana di edifici abbandonati alla ricerca di immagini suggestive da condividere sui social.
La serata era iniziata a Gandino, dove Daniel aveva cenato con alcuni coetanei, tutti nati nel 2006 come lui. Nessun eccesso, nessun segnale di rischio, come confermano anche i ristoratori che li hanno serviti. L’idea sarebbe nata sul momento: una “tappa” notturna nell’ex Italcementi, edificio iconico ma pericoloso, spesso frequentato da giovani attratti da ciminiere, graffiti e strutture decadenti.
L’area, seppur recintata, è da tempo oggetto di incursioni notturne, come testimonia anche un residente, Bruno Valsecchi: “Da casa mia vedo tutto, e spesso urlo dal balcone per cercare di fermare chi si arrampica perfino sulle torri.”
Secondo i primi accertamenti dei carabinieri, coordinati dalla Procura di Bergamo, il gruppo di amici era entrato oltre la recinzione attorno alla mezzanotte. Daniel, probabilmente camminando sul tetto, non si sarebbe accorto dell’apertura del lucernario, precipitando nel vuoto. Gli amici hanno dato immediatamente l’allarme, ma i soccorsi non hanno potuto fare nulla: il giovane è morto sul colpo. Un altro ragazzo, presente con lui al momento della caduta, ha riportato solo ferite lievi.
Non risultano attualmente fascicoli d’indagine aperti, anche perché l’accesso all’area sarebbe avvenuto senza forzature e in un contesto di responsabilità condivisa tra coetanei. Tuttavia, le autorità hanno esaminato le chat del gruppo, dove sarebbero emersi precedenti appuntamenti per esplorazioni simili.
Daniel era nato in Colombia, dove i genitori si erano conosciuti. Si era trasferito in Val Seriana da ragazzo, frequentando le scuole a Casnigo, dove oggi la comunità è in lutto. Aveva da poco finito gli studi e lavorava da un mese in una ditta della zona. «Era felice, si trovava bene», racconta il padre. In famiglia lascia la madre Anna, il padre Fabio e un fratellino di 11 anni.
La morte di Daniel scuote profondamente non solo Casnigo ma tutta la Valle Seriana, portando l’attenzione sui rischi legati a pratiche sempre più diffuse tra i giovani, come l’urban exploration. Un gesto forse nato per curiosità, per gioco, o per una foto da postare, si è trasformato in una tragedia che lascia una comunità intera a fare i conti con il silenzio, la perdita e la fragilità dell’imprevedibile.