È stato necessario un intervento d’urgenza in camera iperbarica per salvare un ragazzo di 17 anni rimasto intossicato da monossido di carbonio all’interno di un’abitazione privata. L’episodio ha richiesto il trasferimento immediato all’Habilita di Zingonia, struttura specializzata nella neuroriabilitazione e nei trattamenti iperbarici.
La causa dell’intossicazione, secondo quanto emerso, sarebbe legata al malfunzionamento di una vecchia stufa a fancoil, ancora presente nella casa dove si trovava il giovane. L’uso di dispositivi di riscaldamento obsoleti e non correttamente manutenuti può infatti generare emissioni invisibili e letali come il monossido di carbonio, gas inodore e insapore che agisce rapidamente, riducendo l’apporto di ossigeno all’organismo.
Dopo l’allarme lanciato dai presenti, i soccorsi sono intervenuti tempestivamente, trasferendo il ragazzo al Pronto Soccorso dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove sono state effettuate le prime valutazioni. In seguito, vista la gravità dell’intossicazione, è stato disposto il trasferimento presso il centro Habilita di Zingonia alle ore 22. Il trattamento iperbarico ha avuto inizio pochi minuti dopo l’arrivo del paziente, seguendo un protocollo d’emergenza atto a ristabilire livelli adeguati di ossigeno nel sangue.
La camera iperbarica rappresenta uno strumento fondamentale nei casi di avvelenamento da monossido di carbonio. Attraverso l’ossigenoterapia in condizioni di alta pressione, è possibile accelerare l’eliminazione del gas tossico dall’organismo e limitare i danni neurologici potenzialmente permanenti. Il giovane, al termine della terapia, è stato riaccompagnato all’ospedale bergamasco per proseguire le cure, ma non risulta in pericolo di vita.
L’episodio riaccende l’attenzione sull’importanza della manutenzione degli impianti di riscaldamento domestici, soprattutto durante i mesi invernali. L’utilizzo di apparecchi datati o non certificati può infatti rappresentare un grave rischio per la salute. Secondo gli esperti, è fondamentale dotarsi di rilevatori di monossido di carbonio, strumenti poco costosi ma estremamente efficaci nel segnalare la presenza del gas prima che raggiunga concentrazioni pericolose.
Le autorità sanitarie invitano inoltre a verificare regolarmente lo stato di stufe, caldaie e camini, affidandosi a tecnici abilitati e rispettando le scadenze per i controlli periodici. In caso di sintomi come mal di testa improvviso, vertigini, nausea o confusione, è necessario intervenire immediatamente, areando l’ambiente e allertando i soccorsi.
La vicenda di Lurano si è conclusa senza conseguenze gravi grazie alla tempestività dei soccorsi e alla disponibilità di strutture sanitarie specializzate come Habilita Zingonia, che ha permesso un intervento risolutivo. Tuttavia, rimane alta l’allerta per situazioni simili, che ogni inverno colpiscono decine di famiglie in tutta Italia.