Basta rumori molesti, degrado e manifestazioni incompatibili con la vita del quartiere. È questa la posizione netta espressa dalla consigliera comunale Ida Tentorio (Fratelli d’Italia), che ha presentato un’interrogazione a Palazzo Frizzoni per chiedere un radicale ripensamento del futuro di Piazzale Alpini, nel cuore di Bergamo.
Il punto di svolta, secondo Tentorio, è già segnato nel calendario: il 31 maggio 2027, data di scadenza del contratto di gestione dell’area. «Da quel giorno il piazzale deve tornare a essere spazio urbano decoroso e simbolico, degno del monumento che ospita e del nome che porta», scrive la consigliera, sottolineando la necessità di agire subito per programmare una nuova destinazione d’uso.
“Troppo rumore, è una convivenza impossibile”
L’inquinamento acustico è il primo fronte critico evidenziato nel documento. Secondo Tentorio, gli eventi pubblici e le manifestazioni temporanee che oggi animano Piazzale Alpini generano rumori intollerabili per un’area circondata da edifici residenziali. La consigliera chiede di trasferire le iniziative più impattanti in aree periferiche, oggi poco utilizzate, “circondate da vegetazione in grado di attenuare l’impatto acustico”.
Un’osservazione che appare particolarmente attuale a pochi giorni dai festeggiamenti di Capodanno, che si svolgeranno proprio nella piazza, tra concerti e spettacoli.
Più sicurezza con una stazione di polizia
Altro nodo centrale è quello della sicurezza urbana. Secondo Tentorio, Piazzale Alpini soffre di una percezione crescente di insicurezza, legata anche alla presenza disordinata di stand, tende, chioschi e strutture temporanee. Da qui, la proposta di realizzare una stazione fissa della polizia locale in uno degli immobili affacciati sulla piazza, per garantire una presenza stabile e visibile delle forze dell’ordine, da affiancare a un incremento dei pattugliamenti.
Un luogo da restituire alle Penne Nere
Ma c’è anche un aspetto identitario e simbolico nel cuore della proposta. Tentorio chiede che Piazzale Alpini venga “liberato dal caravanserraglio” (testuali parole) e che il Monumento all’Alpino possa tornare a essere protagonista del paesaggio urbano. «Oggi è circondato da strutture rumorose e invasive – denuncia – e questo ne svilisce il significato».
Secondo la consigliera, una piazza in queste condizioni rischia persino di compromettere la candidatura di Bergamo all’Adunata nazionale degli Alpini del 2029, quella del centenario. «Sarebbe un paradosso che una provincia così ricca di Alpini e con una sezione attivissima venga esclusa proprio per la cattiva gestione di un luogo a loro intitolato». Piazzale Alpini, Bergamo, Ida Tentorio, Fratelli d’Italia, rumore e degrado