Soccorso alpino, interventi in aumento: troppi escursionisti impreparati

In crescita le richieste di aiuto per ritardi, disorientamento e sfinimento. Il Soccorso alpino IV Orobica lancia l’allarme: «Serve più responsabilità»

 Escursionisti sempre più impreparati e interventi di soccorso in continuo aumento. È il quadro tracciato da Damiano Carrara, delegato della IV Delegazione Orobica del Soccorso alpino, che conferma un trend preoccupante: la maggior parte degli interventi non riguarda feriti, ma persone in difficoltà per mancanza di pianificazione e attrezzatura adeguata.

“Vediamo troppe persone che affrontano la montagna con leggerezza”, spiega Carrara a L’Eco di Bergamo. Le segnalazioni per ritardi, perdita dell’orientamento o semplice sfinimento fisico sono in aumento costante, complicando il lavoro delle squadre di salvataggio. Molti escursionisti, infatti, affrontano itinerari anche impegnativi senza l’abbigliamento corretto o senza aver consultato meteo e cartografie.

L’allarme: «Così si sottovaluta la montagna»

«Nonostante gli appelli, continua Carrara, molti ignorano le regole base della sicurezza: partono tardi, non comunicano il percorso, indossano scarpe da ginnastica anche in presenza di tratti ghiacciati o tecnicamente complessi. Un caso recente lo dimostra: tre persone soccorse sotto il rifugio Curò, in alta Val Seriana, erano salite senza adeguata attrezzatura. La neve era assente, ma il ghiaccio rappresentava comunque un serio pericolo.

Come preparare un’uscita in sicurezza

Per evitare problemi, il Soccorso alpino ricorda alcune buone pratiche fondamentali:

  • Pianificare l’escursione con attenzione, tenendo conto delle condizioni meteo e della durata.

  • Utilizzare abbigliamento e calzature adeguati: scarponcini da trekking, pedule, ramponi se necessario.

  • Informare sempre qualcuno del proprio itinerario.

  • Evitare di andare da soli, soprattutto in stagioni in cui il buio cala presto.

  • Utilizzare app cartografiche gratuite o, meglio ancora, l’app GeoResQ, strumento prezioso per orientarsi e facilitare eventuali soccorsi. L’app fornisce la localizzazione esatta e l’ultima posizione nota della persona in difficoltà.

Tecnologia al servizio dei soccorritori

Oltre alla prevenzione, anche il supporto tecnologico in fase di intervento è in forte evoluzione. Carrara sottolinea l’utilizzo crescente di droni per le ricerche e l’introduzione di attrezzature leggere e avanzate, come l’estricatore “Next” in carbonio, utile per l’immobilizzazione e il trasporto del paziente anche con verricello, migliorando la sicurezza delle operazioni in quota.

L’appello: «Rispetto e consapevolezza»

Il Soccorso alpino ribadisce l’importanza di affrontare la montagna con rispetto e responsabilità. L’ambiente montano offre scenari spettacolari, ma richiede preparazione. Anche le giornate apparentemente tranquille possono nascondere insidie, soprattutto nei mesi invernali, quando le ore di luce sono poche e le temperature possono calare bruscamente.

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