Mentre a Bologna il piano delle Zone 30 è stato bloccato dal Tar, Bergamo continua a puntare sulla sicurezza stradale. L’assessore Berlanda ribadisce che l’obiettivo è proteggere le vite, con un piano che coprirà il 73% delle strade urbane, con l’intenzione di arrivare all’88% entro il 2026.
La recente decisione del Tar dell’Emilia-Romagna ha scosso il panorama delle città italiane che stanno adottando misure per ridurre la velocità del traffico nelle aree urbane. Il tribunale ha annullato l’applicazione del piano “Bologna Città 30”, che avrebbe esteso il limite di velocità a 30 km/h su oltre il 70% delle strade cittadine. La causa della bocciatura riguarda la mancanza di motivazioni specifiche per ogni strada, un requisito richiesto dal Codice della Strada. Nonostante questo ostacolo, il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha annunciato che l’amministrazione non arretrerà, ma cercherà di rivedere il piano in modo da rispettare le indicazioni del Tar.
La posizione di Bergamo: sicurezza prima di tutto
La città di Bergamo, pur seguendo una strada diversa rispetto a Bologna, non si lascia intimorire dalla sentenza del Tar. “Andiamo avanti”, ha dichiarato l’assessore alla Mobilità Marco Berlanda, precisando che l’amministrazione bergamasca ha sempre adottato un approccio pragmatico e non ideologico. A differenza di Bologna, Bergamo ha scelto di intervenire in modo graduale, zona per zona, motivando ogni scelta sulla base di specifiche analisi tecniche e normative. “Il nostro obiettivo è lo stesso di Bologna: ridurre incidenti e vittime della strada”, ha aggiunto Berlanda, ribadendo che il piano della città non mira a una trasformazione radicale, ma punta a migliorare la sicurezza senza creare disagi eccessivi alla viabilità.
Un piano graduale: 73% delle strade già coperte, obiettivo 88%
Il piano di ampliamento delle Zone 30 a Bergamo prevede l’estensione del limite di velocità a 30 km/h dal 73% attuale delle strade urbane all’88% entro il 2026. La prima fase del progetto, presentata dalla Giunta Carnevali lo scorso settembre, prevede l’introduzione di 13 nuove Zone 30 in sei quartieri della città, per un totale di 21 chilometri aggiuntivi. La seconda fase, che si concluderà entro la fine del 2026, porterà l’introduzione di altre 18 zone, per un ulteriore 27,3 chilometri di strade.
Oggi Bergamo conta già circa 205 chilometri di strade con limite a 30 km/h, e a piano completato si arriverà a quota 253 chilometri, corrispondenti all’88% della rete stradale comunale non privata. Le 13 nuove Zone 30 interesseranno soprattutto il centro storico e i quartieri di Santa Caterina e Borgo Palazzo. Tra le strade coinvolte ci sono via Pignolo, via dei Capodiferro, piazzale della Repubblica, e viale Albini nel centro storico, ma anche via Tabajani, via Divisione Julia e via Madonna della Neve a Borgo Palazzo. A Santa Caterina, il limite a 30 km/h riguarderà via Pitentino e piazzale Tiraboschi.
Tecnologia al servizio della sicurezza
Accanto alla nuova segnaletica, il piano prevede l’introduzione di dispositivi tecnologici. Saranno installati venti pannelli radar informativi non sanzionatori, una novità assoluta per la città. Questi pannelli, dotati di radar a corto raggio, saranno in grado di rilevare la velocità dei veicoli fino a 300 metri di distanza e segnaleranno in tempo reale eventuali superamenti del limite.
Le strade escluse dalle Zone 30
Non tutte le strade di Bergamo rientreranno nel piano delle Zone 30. Le principali direttrici di traffico, come via Camozzi e Largo Porta Nuova, dove recentemente due pedoni hanno perso la vita, non saranno interessate da modifiche. La mortalità pedonale è purtroppo un tema centrale a Bergamo, come testimoniano gli incidenti di Carmine Arcidiacono e Francesco Benedetti, entrambi travolti da veicoli in incidenti separati avvenuti rispettivamente il 29 novembre e il 15 gennaio. In questi casi, l’amministrazione ha scelto di non abbassare ulteriormente il limite di velocità, visto che le caratteristiche strutturali delle strade non permettono tale modifica senza compromettere la viabilità.
La posizione dell’amministrazione e la solidarietà alle vittime
L’amministrazione di Bergamo, pur mantenendo il proprio piano, si dimostra attenta e rispettosa verso gli incidenti che coinvolgono i pedoni. L’assessore Berlanda ha commentato che l’obiettivo è quello di salvare vite, mirando a ridurre il numero degli incidenti e delle vittime della strada, come già dimostrato dai risultati positivi di altre zone della città. Il piano di Zone 30 proseguirà quindi, con l’intento di migliorare la sicurezza stradale e proteggere la vita dei cittadini, consapevoli che ogni singola vita persa è una tragedia.