Sulle Orobie bergamasche l’inverno tornava a farsi sentire con decisione, stendendo un manto bianco che invitava alla scoperta. Tra le mete più suggestive per chi ama il turismo invernale, il Passo San Marco si confermava una delle escursioni più affascinanti, capace di cambiare volto con l’arrivo del freddo e della neve.
Situato a 1.991 metri di altitudine, il Passo di San Marco è storicamente noto come valico di collegamento tra Bergamo e Sondrio, una strada di transito che per secoli ha unito territori e comunità. Nei mesi invernali, però, questo ruolo si interrompe: il passo viene chiuso al traffico veicolare, la carreggiata si copre di neve e il paesaggio assume un carattere quasi fiabesco. La strada, privata delle auto, diventa un ampio corridoio bianco, silenzioso e immerso nella natura.
In questa stagione, raggiungere il valico non è per tutti. Servono allenamento, attrezzatura adeguata e una buona dose di determinazione. Ma per chi accetta la sfida, la ricompensa è straordinaria: un panorama che si apre sulla Valtellina, con lo sguardo che può spaziare dal Pizzo Badile al Cengalo, fino a perdersi all’orizzonte nelle giornate più limpide. Uno scenario che ripaga ampiamente della fatica.
Il percorso consigliato
L’escursione invernale verso il Passo San Marco prende avvio dal rifugio Madonna delle Nevi, nel territorio di Mezzoldo, in alta Val Brembana. La strada provinciale termina proprio nei pressi della struttura, a circa 1.250 metri di quota, punto di partenza ideale per ciaspolatori e scialpinisti.
Ciaspole ai piedi, il cammino inizia all’ombra di una pineta, lungo un tratto iniziale che consente di prendere ritmo e confidenza con il terreno. Superati i primi tornanti, il percorso sbuca al sole in prossimità della caratteristica località di Fraccia, regalando già le prime aperture panoramiche.
Il tracciato risulta generalmente ben battuto, grazie al passaggio costante di escursionisti, ciaspolatori e delle motoslitte dirette ai rifugi in quota. La salita prosegue con pendenza regolare, attraversando ambienti incontaminati e toccando la Costa d’Ancogno, prima di indirizzarsi verso il rifugio San Marco 2000.
Una sosta panoramica
Il rifugio San Marco 2000, raggiungibile in circa un’ora e mezza di cammino, si trova a 1.850 metri di altitudine, in una posizione privilegiata che domina l’intero paesaggio circostante. Di costruzione recente, rappresenta un punto di riferimento importante per il turismo invernale della zona.
La struttura è aperta durante tutti i fine settimana della stagione invernale, salvo condizioni meteo particolarmente avverse, e offre un ambiente caldo e accogliente. Qui, famiglie e bambini possono concedersi una pausa rigenerante, trovando ristoro dopo la salita.
Difficile resistere ai profumi della cucina tipica che si diffondono nelle sale del rifugio. Una sosta che spesso si prolunga oltre il previsto, trasformando l’escursione in un’esperienza conviviale, fatta di sapori locali e momenti di relax, prima di rimettersi in cammino o di rientrare a valle.
Un’esperienza che cambia il volto della strada
In inverno, il Passo San Marco smette di essere una semplice strada di collegamento e si trasforma in un luogo sospeso nel tempo. Il silenzio della neve, l’ampiezza della carreggiata innevata e la maestosità delle montagne circostanti creano un’atmosfera unica, che rende questa escursione adatta sia agli sportivi sia a chi cerca un contatto autentico con la montagna.
Ciaspole, sci d’alpinismo o semplici passeggiate sulla neve: ogni passo diventa parte di un’esperienza suggestiva, capace di mostrare un volto diverso e più intimo delle Orobie bergamasche. Un itinerario che, stagione dopo stagione, continua a conquistare chi sceglie di vivere la montagna anche nei mesi più freddi.