Incertezze e strategie future stanno segnando la governance della Fiera di Bergamo. Dopo la mancata riconferma di Giuseppe Epinati come amministratore unico di Bergamo Fiera Nuova (Bfn), la situazione è di stallo. Il termine del suo mandato, fissato per fine dicembre, non ha ancora portato a una sostituzione formale, generando una fase di vuoto decisionale. L’ipotesi di coinvolgere l’ex dirigente Giorgio Cavagnis è sfumata, lasciando sospese le decisioni sul nuovo assetto.
Durante l’ultima assemblea di Imprese&Territorio, il presidente della Camera di Commercio, Carlo Zambonelli – figura chiave nel recente riassetto camerale – ha mantenuto il riserbo sul tema, pur annunciando che sarà l’impresa Milesi a realizzare i due nuovi sottopassi ciclopedonali nel contesto del collegamento ferroviario tra la stazione e l’aeroporto di Orio al Serio. Un investimento da 600 mila euro a carico di Bfn, nonostante la società stia ancora estinguendo i debiti della realizzazione della Fiera, risalente a oltre due decenni fa.
Nel frattempo, l’attenzione si concentra sul bando di gestione della Fiera, attualmente affidata a Promoberg, la cui concessione scadrà nel 2029. Tuttavia, una proposta a sorpresa potrebbe anticipare la gara al 2027. A promuoverla sarebbe Giovanni Sanga, presidente di Sacbo, la società che gestisce l’aeroporto di Bergamo. Tale anticipo avrebbe lo scopo di facilitare l’eventuale ingresso di Sacbo nel Consiglio di amministrazione di Promoberg, operazione che richiederebbe anche l’assenso di Sea, il socio di riferimento milanese.
L’interesse strategico di Sacbo si estende anche all’utilizzo dei parcheggi della Fiera, rimasti spesso inutilizzati, ma che potrebbero tornare utili con l’aumento del traffico ferroviario e la vicinanza all’aeroporto. Tuttavia, la questione del bando comporta criticità legate alla normativa europea. Infatti, a partire da gennaio, gli appalti superiori a 5,4 milioni di euro (soglia calcolata su dieci anni) devono essere pubblicati sulla Gazzetta ufficiale dell’UE. Per evitare tale obbligo, si valuta una possibile “spacchettatura” del bando in giorni di utilizzo, mantenendo così la cifra sotto soglia e accedendo a una procedura negoziata.
Come sottolinea Corriere Bergamo, l’interesse per l’ampliamento della Fiera resta vivo, con l’atteso masterplan per il raddoppio dei padiglioni che dovrebbe essere presentato a breve. L’intenzione è di rafforzare la struttura prima della scadenza della concessione, blindandola per un eventuale rinnovo con l’attuale gestore.
Altro tema emerso è quello legato allo sviluppo della Zona economica speciale (ZES) dedicata alla meccatronica, proposta che trova il sostegno di Confindustria e mira a posizionare il territorio bergamasco come polo di eccellenza industriale. Si tratta di un progetto che coinvolgerebbe più attori istituzionali e produttivi, con l’obiettivo di attrarre investimenti e favorire l’innovazione.
Infine, è tornata alla ribalta l’idea di rilanciare l’Accademia per l’integrazione, chiusa nel 2020, che aveva formato decine di richiedenti asilo in un percorso lavorativo e sociale. Il tema dell’immigrazione è stato trattato nel documento “Welcome in Bergamo”, in fase di condivisione tra le associazioni del comitato, con un piano ambizioso: inserire nel tessuto economico locale 5.000 immigrati qualificati all’anno per i prossimi dieci anni. Il progetto si fonda su cinque pilastri: formazione, lavoro, abitare, rigenerazione urbana e welfare.