Quarta Olimpiade, stessa fame. Michela Moioli si prepara a vivere a Milano-Cortina l’appuntamento numero quattro della sua carriera a cinque cerchi. Per la campionessa di Alzano Lombardo, classe 1995, è un nuovo capitolo di una storia straordinaria che l’ha resa l’unica italiana degli sport invernali ad aver conquistato tutti i titoli possibili.
Tre Coppe del Mondo (2016, 2018 e 2020), il Mondiale vinto a Saint Moritz lo scorso marzo, l’oro olimpico di Pyeongchang 2018 e l’argento nel Team Mixed a Pechino 2022 insieme a Omar Visintin. Ora Livigno, la sua seconda casa, con una pista completamente nuova allestita per l’occasione.
“Saranno i miei Giochi numero quattro – racconta a L’Eco di Bergamo – e spero che l’esperienza conti tantissimo. Devo restare con i nervi distesi e concentrata, senza pensare alle medaglie”. Un approccio maturo, costruito anche attraverso le difficoltà.
Il debutto olimpico a Sochi, a neppure vent’anni, fu segnato da un mix di entusiasmo e amarezza. “Non sapevo bene cosa aspettarmi. Ero a un passo dal bronzo, poi la caduta e il ginocchio rotto. Ma quell’incidente mi ha insegnato come si affrontano certe difficoltà. Forse una medaglia a 19 anni avrebbe cambiato tutto”.
Quattro anni dopo arrivò l’apoteosi in Corea. “La sera prima della gara mi sono sfogata guardando la pista con i miei affetti più cari. Quello mi ha aiutata a restare focalizzata. Avevo aspettative enormi, ma sono riuscita a coronare il sogno di una vita”.
Pechino 2022, invece, è stata un’edizione a due facce. Portabandiera dell’Italia, carica di responsabilità, Moioli non riuscì a centrare la finale individuale. “È stata una delusione forte, anche fisica. Ma quell’urto mi ha spinta a reagire, e l’argento nel Team Mixed è stato speciale”.
Ora l’obiettivo è diverso: equilibrio e lucidità. “Batteria dopo batteria, senza far correre troppo il pensiero. Nello snowboardcross può succedere di tutto, bisogna essere pronti a ogni evenienza”.
La pista di Livigno? “Nel complesso posso dire la mia. La partenza non è troppo selettiva, ma chi è forte emergerà alla distanza”. Una dichiarazione che unisce fiducia e consapevolezza.
Per la campionessa bergamasca, Milano-Cortina non è solo competizione. Essere tedofora è stato “un modo unico per sentire l’affetto della mia comunità”. Un legame profondo con Alzano, che l’ha sempre sostenuta.
Venerdì sarà il giorno del giudizio. Michela Moioli arriva con il bagaglio di tre Olimpiadi, due medaglie e una carriera già nella storia. Ma la parola d’ordine resta una: serenità.