Un’osteria sul palco, tavoli imbanditi, vino servito durante lo spettacolo e nessuna scaletta prestabilita. Martedì 17 febbraio Giuseppe Giacobazzi torna alla ChorusLife Arena con “Osteria Giacobazzi”, uno spettacolo che si rinnova ogni sera e che trasforma il teatro in un luogo conviviale, dove comicità e musica si intrecciano in modo imprevedibile.
Il format, già approdato a Bergamo lo scorso maggio, mantiene la stessa struttura ma cambia continuamente nei contenuti. Non esiste un copione fisso: ogni replica è un viaggio a sé, costruito sull’improvvisazione e sull’interazione con il pubblico. «Può succedere di tutto», ha spiegato il comico romagnolo a Prima Bergamo, sottolineando come l’assenza di una scaletta renda ogni serata unica.
La scena riproduce una vera osteria: sul palco siedono invitati che mangiano e bevono durante lo show, mentre Giacobazzi e Andrea Vasumi servono battute al ritmo di musica. Ad accompagnarli ci sono iMasa, definiti “cuochi musicisti”, e le cameriere-cantanti Margherita e Marta. Non mancano ospiti a sorpresa, la cui presenza varia di volta in volta, aggiungendo ulteriore imprevedibilità alla serata.
Al centro dello spettacolo c’è l’idea dell’osteria come spazio di leggerezza e condivisione. «Viviamo in un mondo sempre più cattivo», ha osservato Giacobazzi, riflettendo su un clima sociale che percepisce come segnato da rabbia e tensioni. Secondo il comico, la difficoltà quotidiana e l’isolamento favorito dall’uso costante dei social alimentano atteggiamenti aggressivi, spesso riversati contro il primo bersaglio disponibile.
Proprio per questo “Osteria Giacobazzi” viene presentata come un rifugio temporaneo. Due ore in cui pubblico e artisti sospendono le preoccupazioni esterne per ritrovare un clima più umano. «Per quelle due ore non pensiamo a quello che c’è fuori», ha spiegato l’attore, evidenziando la funzione quasi catartica della comicità.
L’osteria rievoca anche un passato ricco di fermento culturale, come quello della Bologna di fine anni ’70, ricordato da Giacobazzi come un laboratorio creativo dove musica, comicità e idee si mescolavano in modo spontaneo. Luoghi in cui chiunque poteva mettersi in gioco, tra ironia e confronto, in un clima di inclusività concreta.
Parallelamente allo spettacolo teatrale, Giacobazzi ha recentemente celebrato i trent’anni di Zelig, programma che ha segnato una tappa fondamentale della sua carriera. L’esperienza è stata descritta come un ritorno alle origini, tra colleghi storici e ricordi condivisi. Un momento vissuto con emozione, soprattutto ripensando agli esordi nel 2005, quando l’approdo a Zelig Off rappresentò un passaggio decisivo.
“Osteria Giacobazzi” resta però un progetto autonomo, costruito sull’assenza di rigidità. Nei teatri, racconta il comico, la richiesta di una scaletta mette spesso in difficoltà la produzione. La risposta è sempre la stessa: seguire ciò che accade sul palco e adattarsi al flusso dello spettacolo. L’imprevedibilità diventa cifra stilistica, specchio di una vita che non segue copioni prestabiliti.
L’appuntamento del 17 febbraio alla ChorusLife Arena promette dunque un’esperienza immersiva, dove il confine tra palco e platea si assottiglia e la comicità si nutre di spontaneità. In un contesto sociale percepito come complesso, l’osteria teatrale di Giacobazzi si propone come spazio di leggerezza e condivisione, capace di riportare al centro il valore dell’incontro.