I carabinieri della Stazione di Dalmine hanno eseguito sabato 31 gennaio un ordine di protezione emesso dal Tribunale di Bergamo nei confronti di un uomo di 30 anni, serbo-kosovaro residente in paese, accusato di condotte violente e minacciose nei confronti della convivente e della figlia minore della coppia.
Il provvedimento del giudice
Il provvedimento è stato adottato nell’ambito di un procedimento civile avviato a seguito di una grave conflittualità familiare. I militari, dopo aver rintracciato l’uomo, gli hanno notificato l’ordinanza e ne hanno curato l’esecuzione, intimandogli l’immediata cessazione di ogni comportamento ritenuto lesivo e disponendo l’allontanamento dall’abitazione familiare.
L’uomo ha quindi trasferito il proprio domicilio in provincia di Brescia, presso alcuni familiari.
A tutela della donna e della minore, il giudice ha imposto il divieto assoluto di avvicinamento a meno di 500 metridall’abitazione e dai luoghi abitualmente frequentati dalle due persone offese. Al destinatario del provvedimento è stato inoltre notificato che l’eventuale violazione delle prescrizioni potrà comportare l’arresto in flagranza e la reclusione.
Le liti e gli interventi dei carabinieri
La vicenda avrebbe avuto origine da una lite familiare avvenuta la scorsa estate, che aveva richiesto un primo intervento delle forze dell’ordine. Dopo un temporaneo riavvicinamento, secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe continuato a tenere atteggiamenti offensivi e minacciosi.
La situazione sarebbe poi degenerata in un nuovo episodio di violenza nel mese di ottobre, con un secondo intervento dei carabinieri presso l’abitazione.
Gli episodi avrebbero generato nella donna un perdurante stato di timore per la propria incolumità e per quella della figlia, portandola a interrompere definitivamente la convivenza e ad avviare la procedura di separazione civile. Proprio nell’ambito di tale procedimento è stato disposto l’ordine di protezione eseguito nei giorni scorsi.