Città Alta: rallenta il calo della popolazione, ma la sfida demografica rimane

Nonostante il calo dei residenti, Città Alta registra un’impennata di nascite e nuovi arrivi, tra cui giovani famiglie e ritorni dalle generazioni precedenti

Il calo di residenti rallenta, ma la sfida continua

Nel corso degli ultimi anni, il trend di diminuzione della popolazione in Città Alta ha mostrato segnali di rallentamento. Secondo i dati forniti dal Comune, la popolazione residente è scesa a 2.635 abitanti al 31 dicembre 2025, con una perdita di 27 persone nell’ultimo anno. Tuttavia, il saldo negativo si è ridotto rispetto al passato: tra il 2005 e il 2015, la città alta ha perso 452 residenti, mentre nel decennio successivo la perdita è stata di soli 77 abitanti, con persino due annualità in crescita. Questo rallentamento dimostra che, pur rimanendo una costante flessione, la dinamica sta subendo un mutamento, un aspetto che, seppur parziale, segnala un possibile equilibrio.

La crescita turistica non frena il calo dei residenti

Nel contesto di un continuo boom turistico, con Città Alta che resta una delle principali attrazioni di Bergamo, si verifica un fenomeno curioso: l’afflusso turistico non sembra incidere più significativamente sulla residenza stabile. I turisti a passeggio tra le vie di Città Alta sono numerosi, e questo ha incentivato una crescita delle strutture ricettive, che in sei anni sono aumentate del 163%. Tuttavia, la residenza permanente sta continuando a calare, ma a ritmi più lenti rispetto al passato.

Nuove famiglie e ritorni: il motore per contrastare il calo

Nonostante la tendenza al calo, Città Alta continua ad attrarre alcune giovani famiglie, in particolare da Milano, dove i costi immobiliari sono decisamente più alti. L’assessore Giacomo Angeloni sottolinea che l’arrivo di giovani famiglie e il ritorno di chi ha radici in Città Alta sono segnali positivi per il quartiere. Le politiche comunali, come il progetto di housing sociale a Sant’Agata, stanno cercando di attirare famiglie giovani e di mantenere servizi fondamentali come l’asilo nido e la presenza di servizi sociali decentrati. Questo contribuisce a rendere Città Alta un luogo di residenza interessante non solo per il suo valore storico, ma anche per la qualità della vita che può offrire.

Le nascite in aumento: un segnale di speranza

Il 2025 ha visto un’inversione significativa nel numero di nascite, con ben 24 bambini nati, un dato sorprendente se confrontato con i 7 del 2024. Nonostante il trend di declino demografico generale, queste nascite segnano un’inversione, confermando che l’area sta vivendo una piccola primavera demografica. Sebbene i numeri delle nascite siano ancora lontani da quelli del passato, questo segnale può rivelarsi una base su cui costruire una nuova fase per la Città Alta, con più bambini e giovani famiglie.

Il cambiamento del tessuto sociale e le sfide educative

Il cambiamento del tessuto sociale è evidente. Sebbene il numero di bambini e giovani stia lentamente diminuendo, è importante notare come l’invecchiamento della popolazione stia prendendo piede. Il 10,6% dei residenti di Città Alta è ora sotto i 18 anni, un dato in calo rispetto al 15,6% nel 2005, mentre gli over 60 sono aumentati dal 27,5% al 34,9% nello stesso periodo. A livello scolastico, la situazione è altrettanto complessa: il numero di studenti ha subito una riduzione, con il polo educativo di riferimento, la scuola primaria Ghisleni, che ha perso una sezione delle classi prime. Tuttavia, per contrastare questo calo, sono stati introdotti miglioramenti nei servizi educativi, come l’ampliamento del trasporto scolastico, con la possibilità di utilizzare il pulmino anche per i residenti della città bassa.

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