Il Comune di Valbondione va verso il commissariamento dopo una serie di dimissioni che hanno fatto venire meno la maggioranza in Consiglio comunale. Quattro consiglieri di maggioranza e i due di opposizione hanno rassegnato le dimissioni, determinando di fatto la fine anticipata del mandato del sindaco Walter Semperboni.
Le dimissioni sono state formalizzate nella mattinata di martedì 3 marzo in municipio. Tra i consiglieri che hanno lasciato l’incarico figura anche il vicesindaco Michael Semperboni, il più votato alle ultime elezioni amministrative. Insieme a lui si sono dimessi l’assessore Dario Fusè e i consiglieri Thomas Conti e Florindo Albricci. A questi si sono aggiunti i due rappresentanti della minoranza.
Secondo quanto spiegato dallo stesso ex vicesindaco, alla base della decisione ci sarebbe una progressiva mancanza di condivisione con il sindaco nella gestione dell’amministrazione comunale. «Non c’erano più punti in comune tra noi e il sindaco», ha dichiarato Michael Semperboni, sottolineando come le difficoltà nei rapporti interni si fossero accumulate negli ultimi mesi.
Il sindaco Walter Semperboni, 54 anni, è arrivato in municipio poco dopo il deposito delle dimissioni. Sul proprio profilo social ha commentato l’accaduto con un breve messaggio: «Anche oggi mi sono alzato con buona volontà. Purtroppo i miei consiglieri hanno dato le dimissioni, meno Federica Villa, e quindi sono un ex. Grazie a chi mi è stato vicino».
Contattato telefonicamente, il primo cittadino ha spiegato di aver percepito da tempo il clima di difficoltà all’interno della maggioranza. «Era nell’aria, sentivo che i miei non mi seguivano più», ha dichiarato, rivendicando però l’impegno profuso nei due anni di amministrazione. «Ho gestito il Comune come un padre di famiglia, prendendo anche l’aspettativa dal lavoro per essere ogni giorno in municipio».
Semperboni ha aggiunto che ora tornerà al suo lavoro di manovale, ma non esclude un possibile ritorno sulla scena politica. «Se ci saranno altre persone disponibili sono pronto a ricandidarmi», ha spiegato.
Di segno opposto il giudizio dell’opposizione. Sergio Piffari, consigliere della lista “Avanti Valbondione!”, ha parlato di «due anni di totale inerzia amministrativa», sostenendo che la scelta di dimettersi sia stata necessaria per consentire al paese di ripartire.
Con le dimissioni della maggioranza dei consiglieri, il Consiglio comunale non può più proseguire la propria attività. Ora la procedura prevede l’intervento della Prefettura, che dovrebbe sciogliere il Consiglio comunale e nominare un commissario prefettizio incaricato di amministrare il Comune.
Il commissario guiderà l’ente fino alle prossime elezioni amministrative utili. Per Valbondione, salvo eventuali cambiamenti normativi o accorpamenti elettorali, il ritorno alle urne è previsto nel 2027.