Nembro, raffica di furti: caccia al ladro con lo zaino giallo

Una trentina di raid nell’ultimo mese tra Nembro e Pradalunga. Colpiti oratori, bar e associazioni: indagano i carabinieri.

carabinieri

 Una serie di furti e tentativi di intrusione sta creando forte preoccupazione tra Nembro e Pradalunga, dove nell’ultimo mese si sono registrati circa trenta raid notturni. Gli episodi sembrano avere un elemento in comune: un uomo ripreso più volte dalle telecamere di sorveglianza con uno zainetto giallo sulle spalle, diventato ormai il simbolo di questa sequenza di colpi.

Il presunto responsabile, secondo le immagini raccolte dai sistemi di videosorveglianza, sarebbe un uomo di mezza età che agisce a volto scoperto, indossando spesso un cappello grigio e un giubbotto scuro. Dallo zaino spunta anche un piede di porco verde, probabilmente utilizzato per forzare porte e ingressi.

Le incursioni hanno colpito soprattutto luoghi pubblici o associativi, come oratori, parrocchie, sedi di cooperative, scuole, bar e ristoranti. In molti casi si tratta di furti con bottini molto ridotti, mentre i danni causati alle strutture risultano spesso ben più consistenti.

Tra i luoghi presi di mira figurano l’oratorio San Filippo Neri nel centro di Nembro, l’oratorio Don Gio di Gavarno, la cooperativa Gherim, la sede degli Alpini, alcune scuole e diversi locali pubblici.

Secondo quanto spiegato dal sindaco di Nembro, Gianfranco Ravasio, i primi episodi risalgono a circa un mese fa. Da allora le segnalazioni si sono moltiplicate.

«Sembra che il ladro o i ladri forzino le porte dei luoghi dove sanno che in quel momento non c’è nessuno», ha dichiarato il primo cittadino. Gli obiettivi non sarebbero infatti abitazioni private, ma strutture pubbliche o attività commerciali.

Il Comune si è attivato insieme a Polizia locale e carabinieri per coordinare le azioni di controllo e prevenzione. Le indagini sono in corso e le forze dell’ordine stanno analizzando le immagini delle telecamere per cercare di identificare il responsabile.

Ravasio ha anche invitato i cittadini e le attività colpite a denunciare sempre gli episodi, così da facilitare il lavoro investigativo e rafforzare i servizi di prevenzione.

La situazione preoccupa anche il vicino comune di Pradalunga, dove si sono verificati alcuni episodi simili. La sindaca Natalina Valoti ha sottolineato come negli ultimi mesi il territorio stia registrando un numero insolito di furti.

«Quelli che non abbiamo avuto in autunno li stiamo vedendo adesso», ha spiegato. In molti casi, però, il bottino è minimo.

Proprio questo aspetto emerge dalle testimonianze delle persone colpite. Nel bar dell’oratorio di Nembro, ad esempio, il ladro sarebbe entrato tre volte, portando via pochi contanti.

Il curato don Christopher Seminati racconta che in un’occasione il ladro ha preso il cassetto del registratore di cassa e il telefono usato per i pagamenti digitali, per poi abbandonarlo all’esterno dopo aver preso i soldi.

«Sono furti per pochi spiccioli», ha commentato il sacerdote.

Situazioni simili si sono verificate anche nella sede della cooperativa Gherim, dove il bar interno è stato colpito due volte. In altri casi sono stati presi di mira distributori automatici di snack, come alle scuole medie e alla Persico.

Dalla scuola secondaria sarebbero stati rubati anche alcuni computer, mentre in altri episodi sono stati sottratti piccoli fondi cassa o offerte raccolte in parrocchia.

Nel parco Rotondo di Nembro, la sede del gruppo Alpini ha subito tre furti con altrettante porte danneggiate. Dopo gli episodi sono stati installati telecamere e sistemi di allarme.

Anche alcune attività commerciali hanno subito più incursioni. La pasticceria Dolci Sogni, ad esempio, è stata presa di mira quattro volte: in due casi non è stato rubato nulla, mentre negli altri sono spariti pochi contanti.

Tra gli ultimi colpi segnalati c’è quello avvenuto in un ristorante, dove sono stati portati via circa 300 euro di fondo cassa e mille euro destinati alle mance dei camerieri.

Per i cittadini e gli esercenti resta soprattutto il senso di frustrazione per danni spesso superiori al valore della refurtiva.

Le indagini dei carabinieri proseguono con l’obiettivo di identificare il responsabile e fermare la serie di incursioni che sta colpendo la zona.

 

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